CINEMA: "Alabama Monroe”

Inizia con l'opera del regista belga Felix Van Groeningen il nostro viaggio settimanale nel mondo del cinema

| di Gabriele Bellumori
| Categoria: Storia
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Come iniziare una rubrica di Cinema? Semplice.

"C’era una volta la fabbrica di sogni".

Converrete con me che non importa quale sia il vostro genere preferito, poco importa se il vostro sguardo è stato catturato da un’ animazione o da un inseguimento rocambolesco, se dopo la scritta “Fine” scoppierete a piangere o se semplicemente sorriderete soddisfatti; avrete comunque fatto uno splendido sogno.
Il nostro intento è dunque quello di rivivere e condividere quello che accade ogni volta in cui le luci si spengono, commentando le uscite più attese e le novità del cinema indipendente, riscoprendo i classici che ci hanno fatto innamorare e quelli che invece vorremmo dimenticare.
Oggi parliamo della perla del talentoso regista belga Felix Van Groeningen, "The Broken Circle Breakdown”.
“Alabama Monroe - una storia d’amore”, questa la traduzione per la distribuzione italiana, è il capolavoro brutalmente scippato dell’Oscar come miglior film straniero dalla grande bellezza di Sorrentino.
Raccontata con lo stile del bellissimo e struggente “Blue Valentine” di Derek Cianfrance, ovvero in un crescendo di situazioni parallele tra passato e presente, immersa in un’atmosfera country che ricorda il paesaggio naturale del Texas ma che in realtà è il Belgio, tra Elise (Veerle Baetens) e Didier (Johan Heldenbergh) è amore a prima vista. Un amore viscerale, intenso e luminoso che subisce un primo cambiamento con la nascita della figlia inattesa Maybelle, e un secondo con l’altrettanto inattesa scoperta della sua malattia.
Una storia dalle emozioni forti ma non sentimentalista, non facile da dimenticare proprio perché viva.
E’ la storia dell’ incontro di due anime totalmente differenti,  una più razionale, cinica, disillusa e una più spirituale, religiosa. Entrambe ugualmente fragili, che necessitano dell’altra.
"Alabama Monroe” è soprattutto un film da sentire, è un amore che lacera inesorabile come le melodie bluegrass che lo accompagnano fino alla scena finale, dove  l’assolo di banjo si tramuta nell’ultima carezza di un addio.


“Forse non voglio decidere della vita di qualcun altro.” - Didier

Buona visione a tutti.

Gabriele Bellumori

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