LIBRI: Giorgio Faletti, Io uccido

Un capolavoro di uno straordinario artista recentemente scomparso

| di Matteo Andreucci
| Categoria: Storia
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GROSSETO - In questa puntata della rubrica parleremo di uno dei migliori romanzi made in Italy del nuovo secolo, almeno fino ad oggi: “Io uccido” di Giorgio Faletti, cabarettista, attore, cantante, e scrittore italiano di successo, un artista poliedrico e capace di stupire e conquistare il pubblico in tutte le sfide con cui ha deciso di cimentarsi, scomparso a Torino nel luglio di questo anno all’età di 63 anni.

“Io uccido” rappresenta il suo romanzo d’esordio, ma allo stesso tempo è anche, a nostro parere, il suo lavoro migliore, un thriller capace di vendere oltre quattro milioni di copie che ha consacrato Faletti come romanziere e autore di thriller apprezzato in tutto il mondo.
“L’uomo è uno e nessuno. Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l’impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili”.
Questo è l’incipit di “Io uccido”, ambientato nel Principato di Monaco, dove vive e lavora il commissario di polizia Nicolas Hulot, amico del protagonista del romanzo, Frank Ottobre, agente dell’F.B.I. temporaneamente in congedo dopo il suicidio della moglie. Sono proprio i due amici a dover indagare su una serie di efferati omicidi nel Principato, dove non c’è mai stato un serial killer, ma dove, poco dopo il Gran Premio di Formula Uno, vengono trovati i cadaveri del pilota Jochen Welder, e della sua fidanzata Arijane Parker, campionessa di scacchi. L’omicida ha orrendamente mutilato i corpi, asportando la pelle del viso da entrambe le vittime, e ha tracciato con il sangue la frase “Io uccido”. Le indagini dei commissari iniziano proprio da questa frase: prima del Gran Premio un radio ascoltatore aveva telefonato alla trasmissione in onda su Radio Monte Carlo, condotta dal dj Jean-Loup Verdier. La voce al telefono diceva di chiamarsi “Uno e Nessuno” e aveva palesato la sua volontà di trasformarsi in un killer con queste parole:
"Anche in questo siamo uguali.
L'unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco.
Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia.
Io no.
Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai."
"E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?"
“Io uccido...”
Da qui in poi Nicolas Hulot e Frank Ottobre ingaggiano una vera e propria sfida con il serial killer, chiamato “Nessuno”, che prima di ogni delitto, telefona nella trasmissione di Jean-Loup Verdier, lasciando contorti indizi, e sfidando la polizia scrivendo con il sangue delle sue vittime, sui luoghi del delitto, il suo infame marchio: “Io uccido”.
“Io uccido” è un romanzo trascinate, che coinvolge e spinge nel vortice di dubbi e ipotesi che risucchia i due investigatori. Giorgio Faletti scrive in modo esemplare un thriller palpitante e pieno di colpi di scena, lasciando il lettore senza riferimenti, e sorprendendolo ad ogni pagina, spingendolo a voler continuare la lettura fino al prossimo “coup de théâtre”.
Il romanzo scorre via senza intoppi, si fa letteralmente divorare dal lettore, che ha come la sensazione di essere al cinema a guardare un film, tanto le immagini che Faletti evoca sono vivide (a volte molto crude) e intense, e, a differenza di molti romanzi polizieschi, non si chiude in modo banale. Un esordio letterario che ha lasciato tutti senza fiato, e che ha dato inizio alla carriera di uno dei migliori scrittori italiani del nostro tempo.

Matteo Andreucci

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