Ottimismo sulla manovra per l’agricoltura: il commento di Andrea Renna

| Categoria: Informazione Aziendale
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Il direttore della Coldiretti di Grosseto Andrea Renna ha commentato i provvedimenti che la manovra di Bilancio ha introdotto, sottolineandone gli aspetti positivi, tutti figli del riconoscimento che viene attribuito al ruolo strategico che l’agricoltura ha per il nostro Paese. Infatti dopo l’avvenuta cancellazione dell’Irap e dell’Imu, c’è “ l’esenzione ai fini Irpef per il triennio 2017-2019 dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola”.

Sempre per i più giovani, ovvero coloro che ancora non hanno raggiunto 40 anni di età e provvedono all’iscrizione alla previdenza agricola dal 1 gennaio 2017, potranno contare sull’esonero dai contributi (valevole per le iscrizioni fine alla fine del 2017 ed estesa a chi ha gli stessi requisiti si è iscritto nel 2016 ma lavora in zone montane o comunque in aree svantaggiate). Dopo tre anni di esonero totale ci saranno dal 2020 al 2021 anche l’esonero che riguarderà “il 66 per cento e il 50 per cento dei contributi”.

Quindi una discreta forza che dovrebbe permettere ai più giovani di concentrarsi sul come far funzionare la propria azienda agricola, non dovendosi preoccupare di come trovare il conto meno costoso per poter effettuare i pagamenti, magari scegliendo quelli online come il conto hello bank o simile. Ma i vantaggi e le agevolazioni non finiscono e soprattutto non si restringono solo alle fasce anagraficamente più fresche. Infatti la manovra è andata a toccare anche il problema dei “pensionati£ agricoli, cercando di porre rimedio alle pensioni da fame con l’arrivo della quattordicesima, che riguarderà circa 800 mila persone.

Buone notizie anche per quanto riguarda la parte zootecnica per la quale c’è stato l’innalzamento delle percentuali, per l’anno corrente, della compensazione Iva applicabile alle cessioni di animali (bovini e suini) vivi: la misura massima è stata portata al 7,7% per i bovini mentre per i suini ll’8%. Questo è stato quantificano in un possibile maggior guadagno degli allevatori di 20 milioni di euro.

Riduzione di alcune accise (ad esempio sulla birra), prolungamento delle agevolazioni dei finanziamenti appositamente stanziati per altri due anni, e una serie di altre agevolazioni, oltre che provvedimenti specifici per le zone colpite dal sisma o da altri tipi di criticità, sembrano essere soluzioni che restituiscono “competitività del settore agricolo” così come ci ha tenuto a sottolinearlo Andrea Renna.

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