Follonica: "in mezzo ci sta solo il mare"

| di Daniele Del Casino
| Categoria: Arte
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Follonica immersa in un atmosfera musicale transfrontaliera nella serata di lunedì in piazza a Mare nel cuore della passeggiata follonichese si è tenuto l'atteso evento "in mezzo ci sta solo il mare", progetto musicale multiforme ideato da Rosario Bonaccorso, apprezzato contrabbassista siciliano, il concerto è compreso nella più ampia rassegna SONATA DI MARE, raccolta di produzioni artistiche tese alla valorizzazione musicale dei legami culturali tra le popolazioni.
Il palco accanto al mare ha accolto Rosario Bonaccorso insieme alla tromba di Fabrizio Bosso, Roberto Taufic e le percussioni dirette da Marco Fadda con la partecipazione di Jerome Casalonga, sono stati introdotti brani come "porto" e "araba fenice" con Bonaccorso che racconta la storia o gli aneddoti legati agli stessi, spesso vissuti in maniera personale grazie ai suoi viaggi o raccolti strada facendo.
I musicisti, ora in gruppo compatto ora in coppia si sono alternati sul palco, sonorità lontane dall'India come dal cuore dell'Africa si sono sapientemente mescolate dando vita a melodie struggenti o altamente gioiose quasi a richiamare nella sera di Follonica mondi appena conosciuti al pubblico, che ha avuto modo di scoprirli e ha ringraziato a più riprese i suonatori.
Rosario e soci hanno salutato il pubblico con "viaggiando" , inno allo spazio ritmico raccogliendo pieno entusiasmo in fermento, inevitabile bis che ha portato il gruppo di nuovo sul palco ad attaccare una sambinha scandita dal coro della gente in piazza, un pieno successo della serata, racchiuso anche nelle parole di Rosario per i lettori di Grosseto Oggi:

Daniele: Rosario una grande interpretazione amata dal pubblico, oltre il mare cosa unisce la gente?
Rosario: I problemi di cuore, la capacità degli uomini di comprendersi e di rendersi vicini, il mare racchiude questo, la capacità o l'incapacità di arrivare a questo.
D: cosa racchiude il tuo progetto?
R: la cosa bella secondo me di questo progetto è passare la mia musica melodica attraverso i percussionisti e tirare fuori l'anima di terre lontane, ricreare la musica di quelle terre e mischiarla con la nostra cultura e creare una musica nuova e farla passare attraverso molte persone, questo è il mio concetto fondamentale, tirare in ballo le percussioni e inserirle, trasmettere quella contaminazione di cui loro sono frutto.
D: possiamo parlare di progressive nella tua musica o è un nuovo stadio?
R: il progressive ha un'impronta decisamente rock, ma il progressive è anche creatività e crescita e la musica di questa sera è intrisa di creatività con la tradizione che suono io, insieme alla tromba di Bosso e i percussionisti, un mix che domani sarà diverso, io scrivo musica non per avere successo ma per far cantare la gente, per dare possibiltà di unirsi a noi, per essere felice, da anni scrivo per l'anima e per il desiderio di stare bene , quando sento la gente che va via cantando con il sorriso dentro e fuori mi sento veramente soddisfatto.
D: hai avuto occasione di viaggiare molto, quale è il viaggio che musicalmente ti è rimasto più impresso?
R: guarda ogni volta che faccio un viaggio è un emozione dentro, questa è una risposta difficile da dare, sono stato a Tokio a Maggio e sarei voluto restare là, precedemente sono stato a New York e in Marocco e anche là sarei voluto rimanere, da ogni viaggio cerco di assimilare quanto più posso e vivo un viaggio interiore.
D: grazie Rosario e a presto
R: grazie a voi tutti.

Daniele Del Casino

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