Unioni civili: anche a Castiglione della Pescaia c'è un registro

Le coppie interessate potranno rivolgersi all’ufficio anagrafe del Comune

| Categoria: Attualità
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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA - Con Deliberazione n° 157 della Giunta Comunale e quindi in attuazione dei principi di tutela e di uguaglianza sanciti dagli art. 2 e 3 della Carta Costituzionale, è stato istituito il Registro amministrativo delle Unioni Civili presso il Comune di Castiglione della Pescaia.
L’iscrizione nell’Elenco avviene esclusivamente su istanza presentata all’ufficio anagrafe congiuntamente dagli interessati, maggiorenni, coabitanti e residenti all’interno del territorio comunale da almeno un anno. Entrambi i contraenti devono trasferire la propria residenza nel luogo in cui si dichiara la coabitazione, richiedendo l’unificazione in uno stesso nucleo familiare anagrafico, prima della registrazione. L’iscrizione non può essere richiesta da coloro che siano già registrati come parti di un’altra coppia di fatto o altra forma di unione civile comunque riconosciuta i cui effetti non siano cessati al momento della domanda di iscrizione, né dalle persone coniugate fino al momento dell’annotazione nei registri dello Stato Civile dell’avvenuto scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Non può essere, altresì, richiesta da persone legate dal vincolo di parentela, affinità, adozione, tutela o amministrazione di sostegno. Le coppie che sono interessate ad avvalersi di questa nuova opportunità potranno rivolgersi all’ ufficio Anagrafe per ricevere le informazioni necessarie e ritirare il modulo d'iscrizione al Registro.
Con questa scelta il Comune di Castiglione della Pescia si unisce ai già oltre trecento Comuni italiani che hanno deciso di dotarsi di uno strumento che consente alle coppie di conviventi di non essere discriminate rispetto alle coppie unite in matrimonio, relativamente ai servizi e alle funzioni di competenza del Comune. Un ulteriore passo per spronare il governo centrale a legiferare su di un tema così vago e confuso, che vede ancora oggi negati alcuni diritti fondamentali alle coppie di conviventi, ad esempio il diritto all’assistenza sanitaria o l’eredità.

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