Cobas: "Dati importanti in Maremma"

"Un grande segnale da parte delle nostre scuole"

| di Davide Lesti
| Categoria: Attualità
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GROSSETO - Dai dati definitivi dello sciopero, risulta che la Maremma ha partecipato in maniera significativa allo sciopero del 17 marzo scorso, indetto dai Cobas e dagli altri sindacati di base.
 

Da oggi non si dirà più che i maremmani dormono, poichè in Toscana la Maremma risulta 3° per percentuale di adesioni, con quasi 400 colleghi, tra docenti e ATA, che hanno aderito allo sciopero. Superata solo da Pisa e Livorno, la provincia di Grosseto ha scioperato in percentuale superiore a tutto il resto della Toscana.
 
Particolarmente significativa l'adesione del personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario): 1 collega ATA su 5 ha partecipato allo sciopero! Ciò ha determinato la chiusura di almeno 15 scuole, secondo i dati parziali in possesso dei Cobas.
 
Un grazie a tutti i colleghi che, scegliendo di scioperare, hanno urlato a gran voce che LA SCUOLA NON E' PACIFICATA!

La protesta ha riguardato l’insieme degli 8 decreti attuativi, da quello per il futuro reclutamento dei docenti che delinea un infinito percorso di quasi un decennio prima di entrare nella scuola, a quello sul sostegno, che eleva gli attuali limiti di studenti (20 per classe) in presenza di studenti “disabili”, mira a ridurre il numero degli insegnanti di sostegno, per delegare progressivamente tale attività all’intero personale docente; da quello che aggrava la centralità dell’”alternanza scuola-lavoro” - forma sfacciata di apprendistato gratuito e inutile- resa addirittura materia di esame alla Maturità, all’ulteriore rilievo dato agli assurdi quiz Invalsi, obbligatori per essere ammessi alla Maturità e all’esame di Terza media.
Docenti ed ATA hanno chiesto anche la cancellazione del famigerato “bonus” per i docenti “meritevoli”, della chiamata/assunzione diretta dei docenti da parte dei presidi e del loro strapotere sull’organico triennale e sulla truffa di un “organico di potenziamento” che ingigantisce la conflittualità tra docenti; e in generale hanno denunciato l’ulteriore dequalificazione del lavoro degli insegnanti, sempre più “manovali culturali” tuttofare, a compimento di un ventennio di immiserimento di una scuola degradata ad azienducola cialtrona, arruffona e clientelare.

Infine, oltre al ritiro delle deleghe, i Cobas hanno ribadito le richieste: 1) la mobilità sia gestita con titolarità su scuola, eliminando la chiamata diretta e gli incarichi triennali decisi dal preside; 2) i fondi del sedicente “merito”, della Carta del docente e del Fondo di istituto siano destinati alla contrattazione nazionale per un aumento che, insieme a rilevanti fondi da stanziare, garantisca a docenti e ATA il recupero almeno di quel 20% di salario perso in 8 anni di blocco contrattuale; 3) siano assunti i precari – docenti ed ATA - con almeno 36 mesi di servizio su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto; 4) venga ampliato l’organico ATA, re-internalizzati i servizi di pulizia, eliminato il divieto di nominare supplenti per gli Amministrativi e Tecnici anche per periodi prolungati, e nominati i supplenti per i Collaboratori scolastici anche per i primi 7 giorni; 5) sia ridata alle scuole superiori la libertà di istituire o meno l’”alternanza scuola-lavoro” e di determinarne il numero di ore; 6) vengano eliminati i quiz Invalsi come strumento per valutare scuole, docenti e studenti.

Giuseppe Follino tel. 331 589 79 36

per i Cobas Scuola Grosseto

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Davide Lesti

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