Confartigianato Grosseto: "La legge di bilancio in fase d’approvazione tradisce gli artigiani"

Mauro Ciani: «Assurdo, stiamo tornando indietro»

| di Davide Lesti
| Categoria: Attualità
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GROSSETO - «Se l’amministrazione di Grosseto si è resa disponibile al dialogo sulla fiscalità locale, il governo sta per approvare una legge di bilancio che, nuovamente, penalizzerà le micro e piccole imprese». Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Imprese Grosseto, interviene nel dibattito promosso dall'associazione a livello nazionale, sfociato in una campagna di sensibilizzazione dal titolo inequivocabile: “Non prendeteci per il mulo”. Ciani, insieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria grossetane, ha appena preso parte a un incontro organizzato dal Comune di Grosseto alla presenza dell’assessore al Bilancio, Giacomo Cerboni: una fotografia della realtà di alcuni comparti produttivi del territorio in rapporto al peso della fiscalità locale per poi, in seguito, costruire assieme delle linee di intervento per rendere meno impattanti gli obblighi tributari comunali nel 2018. «L’amministrazione comunale ha attivato un percorso virtuoso – spiega il segretario di Confartigianato Imprese Grosseto –: c’è perlomeno la volontà di ascoltare le categorie produttive e di impostare strumenti che diminuiscano il peso della fiscalità locale alle nostre imprese, soffocate dalla fiscalità generale e dalla burocrazia, oltre che dalla crisi economica che ancora il nostro territorio sente fortemente». La Maremma, per essere competitiva, deve contare su un aiuto da parte delle istituzioni, che si traduca in agevolazioni che vadano a ridurre il carico delle imposte pubbliche e nel contempo in incentivi per accrescere servizi e progettualità. E ora l’impegno annunciato dal Comune capoluogo rischia di essere offuscato da una nuova legge di bilancio che colpisce ancora una volta gli artigiani e nel complesso le micro e piccole imprese, motore trainante dell’economia maremmana. Da qui la campagna di Confartigianato “Non prendeteci per il mulo”, secondo atto di una mobilitazione che l’associazione aveva già organizzato nel 2006, sempre in occasione dell’approvazione di quella che allora si chiamava legge Finanziaria. L’analogia con il mulo, animale nobile e paziente per eccellenza, serve a ricordare che i piccoli imprenditori faticano ogni giorno per competere sui mercati, carichi di un fisco esoso e di una burocrazia complicata. Ma non possono sopportare altri fardelli. Confartigianato chiede quindi che nella manovra economica siano inserite la deducibilità dell’Imu strumentale, l’innalzamento della franchigia Irap, l’applicazione del regime dei redditi per cassa e la definitiva abolizione del Sistri. «Oggi, proprio come 11 anni fa, siamo costretti a tornare a chiedere allo Stato di diminuire la pressione fiscale – continua Ciani –: dopo una crisi economica per molti aspetti devastante, una rivoluzione digitale dirompente e un cambiamento del mercato internazionale, le micro e piccole imprese si ritrovano ancora una volta a dover sottolineare la necessità di valorizzare la cultura d’impresa, cuore pulsante dell’economia italiana». Già adesso gli imprenditori sono imprigionati in un labirinto di tasse e burocrazia – con la Maremma che si posiziona al 28esimo posto tra le province italiane per inefficienza degli uffici tributi dei Comuni – e se il governo aumentasse il peso degli obblighi fiscali senza prevedere agevolazioni c'è il rischio che, come sempre, a farne le spese siano le micro e piccole imprese. Le scadenze fiscali per le aziende sono in media 210 all’anno, un dato che parla da solo. «Promuoveremo la campagna di sensibilizzazione in tutte le sedi opportune, in particolare coinvolgendo i parlamentari del nostro territorio – conclude Ciani –: ancora una volta siamo costretti a farci sentire da una politica nazionale non attenta alle necessità delle micro e piccole imprese, motori della nostra economia». 

Davide Lesti

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