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Villa Giordani e il calcio romano: non ci sono solo i più ricchi

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Trigoria e Formello si animano quotidianamente dei sogni di tutti, specialmente dei più piccoli. Ma ai piedi della Capitale resta un movimento da non tenere assolutamente in disparte

GROSSETO - Roma è grande. È un impero, ancora per tanti. E nella sua periferia pullulano calciatori giovani e meno giovani, con sogni e ambizioni. Ma soprattutto: con voglia di riscatto. Oh, la Serie A sarà tornata anche ai vertici dei tornei internazionali, ma la situazione del calcio ‘di strada’ non è mutata affatto. E l’arrivo di CR7 aiuta Torino e la Juve, mica i quartieri della Capitale.

Però le storie son belle, e tutte da raccontare. Come quella del progetto calcistico di Villa Giordani della periferia est di Roma. Tempo fa il presidente Giovanni Ferrari aveva raccontato ad Eurosport di avere attivato una raccolta fondi online e popolare: anche l’azionariato avrebbe permesso di sopravvivere. La risposta? Meravigliosa. E non scontata, per una squadra di Terza Categoria che non aveva ambizioni di vittoria: volevano semplicemente restituire un campo sportivo al quartiere, solo una questione di punti di riferimento. Con un forte abbraccio ai più giovani, che sarebbero cresciuti in un ambiente sano e non per strada o - peggio - davanti alle console, ormai alla portata di tutti.

Il progetto del presidente Ferrari è in controtendenza rispetto a quanto è accaduto in Serie A negli ultimi anni, essendo il nostro campionato uno degli ultimi a livello europeo a curare i talenti nostrani e lanciare giovani debuttanti nella massima serie. Come dimostra la grafica elaborata da Bwin, l’Inghilterra domina a livella europeo, surclassando la prima squadra italiana rappresentata dalla Juventus.

Mentre il resto d’Italia sembra latitare, a Roma, di queste storie, ogni quartiere è pieno. C’è un progetto di calcio popolare interno, con logiche di profitto più o meno giuste: si va avanti con le sponsorizzazioni, e poi con il pallone. Il territorio continua a sperare nella cooperazione e nella riqualificazione: molte aree della città capitolina ne avrebbero maledettamente bisogno. E che oggi sognano di riprendersi qualche posto in Paradiso nel calcio dilettantistico, nonostante business e personaggi altamente discutibile. Del resto, il messaggio che lanciano le società collaterali romane è semplice: hanno bisogno di un aiuto in termini di aggregazione, oltre che economico. È l’esempio di Villa Giordani, che ancora vive e lotta in mezzo a noi. Ma anche dell’Acilia, del Liberi Nantes: quest’ultimo è un club formato totalmente da migranti, che trovano sfogo nel calcio e vanno avanti affrontando le difficoltà di campo e della vita.

Insomma, Roma è viva. E soprattutto: non è solo giallorossi e biancocelesti. La differenza? Tifo, passione, ma soprattutto soldi: Trigoria e Formello si animano quotidianamente dei sogni di tutti, specialmente dei più piccoli. Ma ai piedi della Capitale resta un movimento da non tenere assolutamente in disparte: è il cuore e l’anima di tutto il motore capitolino. Perché il calcio non è soltanto il sold out dell’Olimpico: ma è soprattutto il cuore delle periferie. Non dimenticatelo mai.

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