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Davide Buccheri: perché le politiche della BCE sono così inefficaci

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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La Banca Centrale Europea è probabilmente la seconda banca centrale più potente sul pianeta, dopo la Fed. Visto ciò, il suo impatto sull’economia globale dovrebbe essere sostanziale. Invece, la BCE ha spesso avuto difficoltà a raggiungere i propri obiettivi. Questi fallimenti l’hanno spinta ad impiegare alcune politiche monetaria straordinarie, i cui effetti nel medio e lungo termine rimangono ancora incerti.

Abbiamo intervistato Davide Buccheri e discusso con lui perchè le politiche della BCE sembrano incontrare così tante difficoltà.

Obiettivi inflazionari

L’obiettivo principale della BCE è mantenere il tasso d’inflazione ad un livello vicino, ma al di sotto del 2%. Guardando ai dati storici sul CPI nell’Eurozona, la BCE ha fallito in questo obiettivo nel passato, con livelli d’inflazione più vicini all’1% e in un trend di discesa.

“Un modo migliore di analizzare il problema è guardare ai livelli di inflazione implicita nei titoli di stato indicizzati” spiega Buccheri.

Il grafico qui riportato confronta i livelli di inflazione implicita negli iBunds, con l’inflazione realizzata.

“Dal 2009 ad oggi, i livelli di inflazione implicita sono stati molto vicini ai livelli realizzati. Il problema è che nessuno dei due è anche solo minimamente vicino al target del 2%” nota Buccheri. “Questo è un fenomeno assai preoccupante, in quanto mostra che nessuno sui mercati crede che la BCE sia in grado di perseguire i propri obiettivi inflazionari”.

“Questo è anche supportato dalla reazione di entrambe variabili ai tagli dei tassi” continua Buccheri. “Non vi è nessuna reazione significativa dell’inflazione, quando la BCE taglia i tassi”.

Moltiplicatore monetario

“Il principale canale con cui una banca centrale influenza l’economia è il moltiplicatore monetario” spiega Buccheri. “E’ una misura di quanta moneta il sistema bancario è in grado di creare per ogni unità fornita dalla banca centrale”.

Questa misura può essere approssimata relativamente bene dal rapporto tra M3 e M1 per l’Eurozona. I dati mostrano chiaramente come il moltiplicatore sia in caduta libera da più di 25 anni.

“E’ interessante notare come vi sia una forte correlazione tra il livello dei tassi e la forza del moltiplicatore” nota Buccheri. “Più i tassi vengono tagliati, meno la politica monetaria è efficace”.

“Questa situazione è ovviamente problematica” commenta Buccheri. “Prima di tutto, mette in dubbio l’abilità della BCE di rispondere ad una recessione futura. Inoltre, indica anche che la BCE avrà bisogno di tagli dei tassi sempre più sostanziali per raggiungere i propri obiettivi”.

Politica Fiscale

I mal di testa per la BCE non finiscono qui, però. L’efficacia della politica monetaria dipenderà in non piccola parte da come interagisce con la politica fiscale.

Il grafico sotto è stato creato utilizzando dati provenienti dall’OCSE e mostra il deficit in Euro er i paesi dell’Eurozona nel periodo tra il 2009 e il 2018.

Il deficit totale per i paesi dell’Eurozona è sceso sostanzialmente in questo periodo, passando da €522mld nel 2009 a €76mld nel 2018, un calo dell’85%. Questo è il periodo durante il quale l’inflazione è calata fino a toccare il livello corrente dell’1%. “Questa probabilmente non è una coincidenza” nota Buccheri.

“Se andiamo a confrontare il cambio percentuale di M3 con quello in deficit, è evidente come la politica fiscale restrittiva abbia più che compensato gli effetti della politica monetaria” spiega Buccheri.

Conclusione

Continui tentativi da parte della BCE per portare l’inflazione al target del 2% hanno finora fallito.

Discutendo con Davide Buccheri del problema, i maggiori fattori in gioco sembrano essere un’erosione del moltiplicatore monetario e gli effetti delle politiche fiscali restrittive utilizzati dalla maggior parte dei paesi Europei.

Per quanto riguarda il primo punto, l’abilità della BCE di influenzare l’economia si è ridotta in maniera continuativa per gli ultimi 25 anni. Questo sembra possa essere attribuito al trend nei tassi d’interesse.

Il problema è ulteriormente peggiorato dall’atteggiamento restrittivo della politica fiscale. “I paesi Europei sono sommersi in debito dalla crisi del 2007. E’ ovvio che stiano cercando di recuperare. Il problema è che al momento stanno rendendo il compito della BCE impossibile” nota Buccheri.

“Visto ciò, non è chiaro chi potrà intervenire in aiuto dell’economia se una nuova crisi dovesse scoppiare” conclude Buccheri.

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