Cgil: "La Uil Ppl crea un'immagine grottesca dei dipendenti pubblici"

Fp Cgil e Cisl si schierano contro Uil Fpl

| Categoria: Attualità
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GROSSETO - La Cgil di Grosseto critica la Uil Fpl in merito alla gestione dei lavoratori pubblici in procinto di passare al gestore unico. "Ancora una volta siamo costretti a intervenire perché la Uil Fpl sceglie la strada del sensazionalismo, mistificando la realtà proprio nel momento in cui i nuovi scenari imposti dalla crisi richiederebbero serietà.

Su Castiglione della Pescaia, in particolare la Uil Fpl di Grosseto danneggia chi dice di voler tutelare, dando un'immagine grottesca dei lavoratori pubblici e non preoccupandosi se qualcuno viene licenziato al posto dei suoi associati. Oltre a dare un'immagine negativa del sindacato e soprattutto di quello che tutela i lavoratori pubblici.

Ma c'è dell'altro, ben oltre la questione specifica del passaggio del servizio di igiene urbana al gestore unico, Sei Toscana.

I 18 dipendenti del comune di Castiglione, al pari degli altri 1000 provenienti da aziende pubbliche, private, comuni e cooperative, passeranno comunque alle dipendenze del nuovo gestore, perché questo è quello che prevede la legge. Possono passarci con o senza l'accordo sindacale che in questo caso serve a migliorare le condizioni del passaggio e a renderle uniformi per tutti, indipendentemente dalla loro provenienza. Per la cronaca va ricordato che l'affidamento del servizio di igiene urbana ha durata ventennale ed il contratto applicato, Federambiente, è economicamente migliore di quello degli enti locali.

L'accordo siglato ieri da Fp Cgil, Fp Cisl e Rsu prevede tutele aggiuntive a quelle già previste dalla legge: un iniziale periodo di distacco invece dell'immediato trasferimento dei lavoratori (fino a sei mesi), un' indennità di buonuscita e la possibilità di ricostituzione del rapporto di lavoro con l'ente nel caso in cui questo debba/possa nei prossimi cinque anni procedere ad assunzioni per gli stessi profili professionali del personale trasferito a Sei Toscana.

A fronte delle normative vigenti (leggi finanziarie, spending review…) gli enti che non gestiscono più un servizio non possono tenere alle loro dipendenze i lavoratori che lo svolgono, dovendo dichiararli in esubero, metterli in mobilità per due anni con l'80% della retribuzione tabellare (circa il 60% di quella effettiva) e poi, se non trovano collocazione presso lo stesso ente o un altro, licenziarli.

Per mantenere alle proprie dipendenze quei lavoratori un ente potrebbe forse reinternalizzare qualche servizio provocando di conseguenza il licenziamento dei lavoratori di qualche cooperativa o società pubblica.

Inoltre, nella nostra provincia la spending review, che ha già mandato a casa molte lavoratrici del terziario per la riduzione dei servizi in appalto, produrrà la chiusura di alcune strutture del Ministero della difesa con la messa in esubero di circa 90 dipendenti civili per i quali si dovrà cercare una ricollocazione nel sistema pubblico, Stato e autonomie locali, con la speranza di evitarne il licenziamento. Per non parlare dello scenario a oggi ancora totalmente incerto del destino della Provincia e dei suoi dipendenti.

Affermare che i due dipendenti comunali associati alla Uil Fpl subiscono un danno in ragione della perdita dei diritti legati allo status di dipendente pubblico, equivale ad affermare che quei lavoratori fanno parte di una casta di privilegiati che, ad onta di tutto quello che succede anche nel mondo, vogliono mantenere privilegi in realtà inesistenti. Fosse anche solo con un risarcimento economico con soldi pubblici.

Nella nostra provincia ci sono 30.000 disoccupati e ogni giorno nuove aziende, grandi e piccole, si aggiungono alla lista di quelle che chiudono i battenti e mandano a casa i lavoratori.

C'è una vertenza aperta con Sei Toscana per impedire lo spezzettamento del servizio, con tutti gli oltre 900 lavoratori delle tre province uniti per evitare che si generino condizioni diverse tra di loro e che questo incida sulle tariffe ai cittadini.

Tutto questo richiede la capacità di affrontare le questioni a 360 gradi nella complessità che i nuovi scenari sociali ed economici ci pongono, continuando a fare sindacato in un contesto fortemente modificato rispetto al passato anche nella pubblica amministrazione".

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