Il futuro delle farmacie comunali secondo le proposte del Movimento 5 Stelle

Dopo lo stop della vendita delle quote delle Comune i grillini vanno avanti per riorganizzare i servizi e tutelare maggiormente i cittadini

| di Michela Ceravolo
| Categoria: Attualità
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GROSSETO – Servizi di consegna farmaci a domicilio, ritiro delle analisi e prenotazione direttamente presso le farmacie, prestazioni infermieristiche domiciliari, distribuzione robotizzata dei farmaci e distribuzione automatica delle siringhe. Sono questi alcuni dei punti elencati dal Movimento 5 Stelle riguardo ad una possibile riorganizzazione del sistema delle farmacie comunali di Grosseto.
Vinta la battaglia (portata avanti insieme a Sel) per lo stop alla vendita delle partecipazioni azionarie detenute dal Comune di Grosseto nella società Farmacie Comunali Riunite Spa (Fcr), ora il Movimento ha da vincere la "guerra". E lo fa muovendosi su più fronti. Questa mattina è stata presentata un'interrogazione consiliare in cui si evidenziano molte delle criticità riscontrate nella gestione delle farmacie comunali "a seguito di indagini informali svolte in ambito aziendale e acquisite anche dal personale dipendente", come si legge nel testo dell'interrogazione. Insieme a questa, una richiesta di accesso agli atti presentata al presidente del consiglio comunale per avere una copia del registro dei verbali del consiglio di amministrazione della società Fcr. In più è stata stilata una proposta di delibera per la riacquisizione da parte del Comune di Grosseto dell'intero capitale sociale di Fcr (attualmente il Comune ne detiene il 50,615%) e all'uscita di Codifarma, cooperativa di distribuzione dei farmaci, liquidandone la quota di partecipazione. Ma il Movimento si rivolge anche ai cittadini e lo fa organizzando un convegno, "Farmacie comunali. Come sono e come potrebbero essere" (sabato 1 marzo in sala Pegaso del Palazzo della Provincia in piazza Dante), in cui parlare di esperienze innovative e nuovi orizzonti per le farmacie comunali con esponenti molto preparati sull'argomento, come i presidenti dell'ordine dei farmacisti delle province di Grosseto e Siena, la docente di economia sanitaria dell'università di Ferrara e l'amministratore unico di Far.Com Spa di Pistoia.
"Il nostro non è un tentativo di delegittimazione dell'operato del Comune – precisa il consigliere comunale del M5S Giacomo Gori – ma il tentativo di riorganizzare la struttura delle farmacie comunali affinchè espletino al meglio la funzione di presidio sociale che dovrebbero ricoprire per definizione. Il percorso referendario è partito insieme a Sel ed è statao concluso positivamente. Ora vogliamo andare avanti. Ecco perchè la nostra è una proposta di delibera aperta al contributo di tutti, parti politiche, sindacali e la società stessa". "Il Comune – continua l'avvocato Claudio Fiori – ha voluto vendere le proprie quote perché non ne traeva reddito. Noi pensiamo che una gestione ben organizzata delle farmacie, con un'attenzione particolare alla loro funzione sociale, possa portare anche a nuove possibilità di reddito e servizi migliori per tutti i cittadini. E su questo vogliamo sensibilizzare la cittadinanza e anche le istituzioni".
La forza della proposta di delibera e dell'interrogazione sta proprio nei cittadini, gli stessi che si riuniscono ogni settimana nei Laboratori del Fare organizzati dal Movimento 5 Stelle, per discutere dei problemi della città e analizzare nuove proposte e nuove idee. Come spiega Roberto Fanti, altro rappresentante del M5S, tutto nasce dalle persone: "Le problematiche che vogliamo affrontare sono state segnalate direttamente dai dipendenti delle farmacie, dai collaboratori e dai cittadini. Il quadro che ne esce fuori riguarda la società non in quanto impresa, ma in quanto erogatrice di un servizio pubblico". Tra le criticità evidenziate le numerose perdite per furti e l'assenza di un sistema antitaccheggio, l'assenza di una logica centralizzata per l'acquisto delle merci, che in molti casi porta a un surplus di farmaci che scadono prima di essere venduti e devono essere buttati. E ancora l'assegnazione dell'assistenza informatica a una ditta non di Grosseto, ma di Ravenna e l'assegnazione ad una ditta esterna delle operazioni inventariali, con conseguente aumento delle spese dell'azienda.

Michela Ceravolo

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