Bonifazi: "Nessun interesse nella vendita delle Farmacie se non quello dei cittadini"

"Altro che saper volare, sono tempi in cui si devono tenere i piedi ben piantati in terra”

| Categoria: Attualità
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GROSSETO - Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, effettua alcune precisazioni in merito alla vicenda delle Farmacie comunali “Dietro la nostra proposta di cedere le quote delle Farmacie comunali non c'è nulla di diverso da un trasparente obiettivo di tutela degli interessi e dei soldi dei cittadini grossetani e se qualcuno ha notizie diverse le renda pubbliche o la pianti di fare allusioni offensive e maliziose. Su quest'argomento sono in troppi a fare una grande confusione, nella maggioranza dei casi sono gli stessi che per mesi hanno parlato di illegittimità della vendità venendo poi sconfessati sia dagli esperti nominati all'unanimità dal Consiglio Comunale che dai giudici.

La nostra proposta di ripartire con un nuovo atto di indirizzo per vendere le quote per la gestione delle Farmacie comunali (mantenendo la titolarità) è un atto di responsabilità che guarda a quello che succederà a medio e lungo termine. E' chiaramente una scelta di cui ci assumiamo la responsabilità e che sottoponiamo al Consiglio Comunale perché faccia le sue democratiche scelte. Ognuno farà dunque quello che riterrà più opportuno. Per quanto mi riguarda il ragionamento è molto semplice: il Comune non deve fare il farmacista e le farmacie sono certamente un servizio, ma come lo sono tutte, anche quelle private che sono considerate dal SSN “presidi sanitari”. E poi la realtà è altrettanto semplice: oltre ai dati di bilancio che possono anche essere figli della crisi economica, sono le prospettive a non convincere. La liberalizzazione voluta dallo Stato e l'aumento delle farmacie previste dalla pianta organica della Regione tolgono spazi ad una società che fatica ad essere efficiente e che alcune condivisibili scelte recenti ha adottato proprio perché smossa dalle procedure di vendita. E poi è il socio privato che, ricordo, non è stato scelto né dal sottoscritto né dalla maggioranza che mi sostiene, a voler vendere; solo degli ingenui demagoghi possono pensare che l'Amministrazione comunale sia oggi in grado di spendere milioni di euro per ricomprarsi le quote vendute anni fa. La realtà è che rischiamo di avere le banche come socio al 49%.
E' vero che nessuno ha comprato le quote che avevamo messo in vendita anche visto il contesto ostile all'interno del quale si è svolta la vicenda ma ritengo che ci siano strade che vadano percorse, a partire dalla vendita singola di tutte o di alcune farmacie fino ad arrivare ad un equilibrio di contratti e vincoli che salvaguardi comunque il posto di lavoro alle persone tuttora impiegate in Fcr; decisione che può prendere solo il Consiglio Comunale
A chi mi critica dico insomma che quì non si tratta di “saper volare” ma di restare con i piedi ben piantati in terra. E meno male che c'è ancora qualcuno che lo fa”.

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