Chirurgia Vascolare a Grosseto, preoccupazione di Forza Italia

Mugnai e Marrini (FI): «No ai depotenziamenti, vogliamo una sanità diffusa e accessibile»

Davide Lesti
17/11/2016
Attualità
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GROSSETO - Meno di un mese fa, il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana Stefano Mugnai(capogruppo di Forza Italia) aveva presentato un’interrogazione in cui – alla luce del primariato vacante ormai da qualche mese – domandava chiarezza sulle prospettive della chirurgia vascolare a Grosseto. La risposta è arrivata non in via istituzionale ma mediatica, con l’assessore regionale di settore che l’altro giorno a Castiglion della Pescaia ha dichiarato che di quella specialità verrà fatta una «unità operativa semplice dipartimentale». Ecco dunque che le preoccupazioni espresse da Forza Italia, e rivelatesi quanto mai fondate, oggi si rinfocolano. 

«Quando noi stessi parlavamo di riduzione delle Asl – ricorda Mugnai – avevamo progettato una sanità diffusa, territoriale, accessibile e comunque policentrica. Soprattutto – ricorda – noi puntavamo ad abbattere burocrazie e apparati, non autonomia ed efficienza dei servizi sanitari propriamente detti, quelli che impattano sul cittadino. Anzi».

Anche il coordinatore provinciale di Forza Italia a Grosseto Sandro Marrini si schiera di traverso rispetto a questa scelta da parte della Regione. «I grossetani e i maremmani non sono cittadini di serie B», tuona. «Nessun toscano – specificano all’unisono Mugnai e Marrini – deve esserlo sotto il profilo del diritto alla salute. E qui, rispetto alla chirurgia vascolare, l’assetto annunciato dall’assessore Saccardi fa compiere un salto indietro di 15 anni a una specialità che finora ha garantito elevati standard qualitativi sia in elezione che in emergenza. Con le ripercussioni budgettarie cui inevitabilmente si andrà incontro, il rischio è quello di compromettere tutta la parte di endovascolare. Perché dovremmo tacere dinanzi a una simile e concreta prospettiva di depotenziamento? Siamo pronti a dare battaglia, non accettiamo ‘perdite sul campo’ di una riforma sanitaria tagliata con l’accetta da Rossi e compagni».

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