GROSSETO - L'annuncio del viceministro ai trasporti Nencini di convocare la conferenza di servizi per la realizzazione dell'autostrada Tirrenica ci lascia esterrefatti e attoniti. Ci sembra assurdo andare avanti come se nulla fosse, nonostante il no unanime del territorio alla realizzazione di questa infrastruttura e nonostante le negatività del progetto.
Basti pensare al forte impatto ambientale, in particolare sul Parco della Maremma, o all'estrema delicatezza e fragilità dal punto di vista idrogeologico dell'area dell'Albegna, colpita da gravi fenomeni alluvionali limitando incredibilmente la cassa di espansione delle acque. Ma ancora più inconcepibile è il trattamento riservato ai residenti che oltre a pagare un pedaggio salatissimo, oltre 10 euro tra Capalbio e Grosseto (mentre da Grosseto a Rosignano sarà gratuita), saranno obbligati a percorrere strade alternative su stradine spesso inadeguate e poste addirittura in aree alluvionali. I potenziali turisti dovranno sfrecciare invece sull'autostrada senza possibilità di uscire (per le poche uscite presenti) se non con grandi difficoltà per visitare i luoghi più attrattivi della Maremma. Il capoluogo sarà letteralmente sommerso da flussi di traffico straordinari che manderanno in tilt il traffico cittadino oltre a provocare evidenti effetti fortemente negativi sull'inquinamento atmosferico.
Insomma un tracciato che scontenta tutti e che sembra realizzato, solo sulla carta, da chi non conosce il territorio. Questo progetto umilia la dignità dei maremmani trattati come cittadini di serie b che devono subire un’opera che spacca in due la Maremma, non rispetta il territorio e l'ambiente, e pianifica in termini di viabilità uno scenario addirittura molto peggiore dell'attuale.
“Invece di convocare la conferenza dei servizi e andare avanti senza considerare il parere delle istituzioni e dei cittadini per un’opera che non vuole nessuno – ha spiegato Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente - sarebbe più ragionevole e sensato prevedere un progetto di messa in sicurezza dell'Aurelia, adeguando i 22 km rimasti a due corsi ed eliminando gli ingressi a raso, rendendo l’Aurelia una superstrada sicura e senza pedaggio. Questo è quello che serve alla Maremma, non progetti faraonici che non si faranno mai anche perché i flussi di traffico sono molto bassi e non rispondono allo sviluppo di agricoltura di qualità, turismo sostenibile e tutela dei beni naturali. Per tutto questo Legambiente chiede alla Regione Toscana e al Governo centrale di rispettare il parere delle popolazioni del territorio e delle istituzioni locali, rinunciando a portare avanti questo progetto con una prova di forza inutile e dannosa per il territorio”.
È per questo che i sindaci dei comuni attraversati dall'autostrada (Capalbio, Orbetello, Magliano e Grosseto) si stanno opponendo fermamente insieme alle principali associazioni di categoria, ai cittadini delle aree coinvolte e alle associazioni ambientaliste da sempre contrarie a ogni progetto autostradale.