Meno 600 donazioni di sangue a Grosseto. Tutta colpa della Fornero?

Mi. Ce.
15/10/2013
Attualità
Condividi su:

GROSSETO – Sono circa 600 le donazioni di sangue che mancano all'appello, ad oggi, nella provincia di Grosseto rispetto ai dati dell'anno scorso. Semplice fatalità o effetto delle conseguenze negative che la riforma Fornero potrebbe portare alle pensioni di migliaia di donatori? Il dubbio sorge legittimo, dal momento che la norma prevede il recupero obbligatorio delle giornate sottratte al lavoro per effettuare le donazioni, pena una riduzione pari all'1% per ogni anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto all'età di 62 anni. Un taglio che sale al 2% per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto ai 60 anni. Una manovra finanziaria che rischia di far diminuire a vista d'occhio il popolo dei donatori di sangue.
"E' una legge assurda – afferma Carlo Sestini, presidente provinciale di Avis Grosseto – che va a colpire una risorsa importantissima non solo per la salute di tutti i cittadini, ma anche per le economie delle varie aziende sanitarie. Ogni Asl, in mancanza di sangue, è infatti obbligata ad andarlo ad acquistare da altre aziende sanitarie e ad avere sempre a disposizione i farmaci necessari in mancanza di una pronta trasfusione. Nel 2012, per esempio, la Regione Toscana ha risparmiato ben 1 milione e 100mila euro, grazie a risorse di sangue sufficienti all'intero fabbisogno regionale". Un po' come dire: se allo Stato non interessa la salute dei suoi cittadini, se non altro avrà cura delle risorse economiche. Non è la prima volta infatti che la Finanza prova a colpire il settore Sanità, sempre con scarsi risultati per fortuna. "Hanno sempre fatto marcia indietro – continua Sestini – e sarà così anche questa volta: è stata già presentata, non solo da Avis ma da tutte le associazioni, una mozione che chiede il ritiro delle riforme che vanno a colpire non solo i donatori di sangue, ma anche la legge 104 che tutela l'assistenza ai disabili. E se non avremo successo siamo pronti a scioperare coinvolgendo ogni donatore. I legislatori devono capire gli effetti negativi che una simile riforma può portare. È già sconcertante il fatto che non lo abbiano compreso prima".
C'è persino uno studio condotto dall'Università Bocconi di Milano nelle sedi Avis che attesta una maggiore presenza di episodi di solidarietà laddove ci sono maggiori donatori di sangue. E sempre per sensibilizzare la popolazione alla donazione, Avis sarà presente per tutta la giornata di sabato al centro commerciale Aurelia Antica, con iniziative dedicate anche ai bambini. Scadono invece il 4 novembre prossimo le domande per chi volesse svolgere il servizio civile nelle sedi Avis. Il tutto nella speranza che a fine anno si recuperino, e anzi aumentino, quelle 600 donazioni ancora assenti.

Leggi altre notizie su GrossetoOggi.net
Condividi su: