Scie chimiche in Maremma: alla scoperta degli enigmi del cielo

Un approfondimento sulla pericolosità delle scie lasciate dagli aerei

Stefano Fiorini
03/02/2014
Attualità
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GROSSETO - Le prime testimonianze della presenza di strane scie bianche nel cielo risalgono al 1996, in seguito alla segnalazione di alcuni cittadini americani. Da allora foto che testimoniano la presenza di queste scie sono state scattate in quasi tutte le nazioni. In Italia si inizia a parlare del fenomeno nel 1999 e da allora l'osservazione delle scie chimiche si è allargata in tutta la penisola. 
Anche nei cieli in provincia di Grosseto è consuetudine osservare queste scie, in continuo aumento. Diverse dalle scie di condensazione spesso si incrociano tra loro a forma di X creando nel cielo veri e propri reticolati che si mantengono sospesi nell'aria per ore, espandendosi a dismisura e senza dissolversi completamente. Nel corso degli anni sono state presentate interpellazioni parlamentari, senza ottenere alcun risultato. Lo stesso On. Di Pietro nel 2006, partecipando ad una trasmissione televisiva, riferì dell'esistenza di aerei militari non italiani con libertà di sorvolare i nostri cieli senza dare spiegazione alcuna allo stato italiano. Secondo molte testimonianze (anche di piloti), gli aerei militari coinvolti sarebbero tankers (aerei cisterna), privi di segni identificativi che volano sotto codice Alfa (codice segreto). Una cosa è certa, gli aerei che rilasciano queste scie non sono aerei di linea e quelle che vediamo non sono scie di condensazione, per tanti e ovvi motivi:
- si formano sempre e con qualsiasi clima
- non escono dai motori
- persistono per lungo tempo
- non sono correlate al normale traffico aereo

Inoltre, gli aerei di linea devono seguire delle procedure di sicurezza soprattutto per quanto riguarda distanze e quota e non possono sorvolare spazi aerei militari. La maggior parte degli aerei che rilasciano scie chimiche osservati, invece, volano a distanze ravvicinate, spesso si incrociano, percorrono spazi aerei non consentiti al traffico di linea, formano cerchi nel cielo, incroci a forma di X o veri e propri reticolati.
Cosa contengono le scie chimiche? Sicuramente vengono sparsi nell'aria sostanze velenose come: alluminio,bario, piombo, cobalto, vari batteri, virus, micoplasmi, muffe, spore, parassiti ed altro. L'ipotesi principale sul fenomeno delle scie chimiche è collegato al surriscaldamento globale, per abbassare la temperatura vengono usate delle sostanze nell'atmosfera, sostanze che si espandono per riflettere la luce solare.
Altra ipotesi è quella di proteggere i sistemi di comunicazione in caso di tempeste elettromagnetiche e di modificare il clima (progetto HAARP) con immissione costante e in modo intermittente di onde elettromagnetiche nella ionosfera per manipolare lo spettro.
Ultimamente, come in Abruzzo e in altre località italiane, anche nelle campagne maremmane sono stati ritrovati nei campi agricoli filamenti bianchi,
formati da composti polimerici. Un sito ha pubblicato le analisi eseguite da un laboratorio certificato francese su campioni di filamenti, ritrovati nei campi agricoli, la cui dispersione e caduta sono associate al passaggio degli aerei implicati nelle irrorazioni clandestine. Le conclusioni del laboratorio sono che tali filamenti non sono tele di Aracnidi, a differenza di quanto asserito in modo mendace dagli enti ufficiali alla tutela dell'ambiente, ma sono fibre composte da ftalati. Le risultanze delle analisi confermano inequivocabilmente il fatto che gran parte delle compagnie commerciali sono coinvolte nelle operazioni di aerosol volte a modificare le condizioni dell'atmosfera. Si osservi che molti composti rilevati contengono benzene.
La pericolosità di questi filamenti depositati sui campi coltivati è evidente per la salute e il benessere dei cittadini, la cui conoscenza e la presa di coscienza è fondamentale per delimitare questo fenomeno. In ultima analisi, tra le più inquietanti, è chiedersi se esiste una connessione tra scie chimiche, filamenti, e il morbo di Morgellons, una misteriosa malattia dalle cause ancora sconosciute, caratterizzata da una serie di sintomi cutanei, prurito, fitte dolorose e la presenza di fibre (simili alle fibre di polietilene) sulla e sotto la pelle. 
La comunità scientifica per alcuni anni la ha definita un disturbo mentale, ma dal 2006 è sotto i riflettori del Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Resta preoccupante il fatto che le scie chimiche contengono anche un tipo di fibre di polietilene e silicio.

 

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