Unità cinofile in esercitazione a Follonica

Una giornata con i cani da ricerca

Daniele Del Casino
17/03/2014
Attualità
Condividi su:
FOLLONICA – Il cane, migliore amico per antonomasia, è impiegato ormai da molto tempo quale elemento indispensabile per le ricerche di persone scomparse.
Nelle maggiori calamità o disastri spesso i cani rappresentano una risorsa insostituibile per salvare molte vite, nonostante i progressi tecnologici. Ma sia i cani che i loro conduttori devono mantenere un alto profilo, tenendosi in costante allenamento e studiando nuove tecniche, al fine di migliorare le proprie prestazioni. Così nella giornata di domenica, grazie anche ad una bella giornata, le unità cinofile della Vigilanza Antincendi Boschivi di Grosseto sono arrivate a Follonica, per esercitarsi insieme alle unità cinofile dell'associazione Nemesi da Firenze. La località Pratini di Valle è stata la base di ritrovo e partenza per tutti i partecipanti, dove i volontari della Nemesi hanno illustrato le loro tecniche di ricerca, basate su un utilizzo congiunto dei cani di superficie e di “mantrailing”, una disciplina che permette al cane di seguire una determinata traccia biologica “discriminandola” dalle altre. Gli Scambi di esperienze sul campo tra istruttori hanno permesso poi a tutti i partecipanti di ampliare le proprie conoscenze, sia per i veterani che i “nuovi” cinofili, andando a costituire il bagaglio conoscitivo necessario per ognuno di loro. La giornata poi è proseguita con le prove “sul campo”, dove le 10 unità della Vab si sono esercitate da sole o in “coppia” con le due unità Nemesi, costituite da esemplari di bloodhound o cane di Sant'Umberto, razza famosa in tutto il mondo per il suo eccezionale fiuto. Tra gli scopi dell'esercitazione senz'altro quello principale è stato l'utilizzo combinato delle unità cinofile “mantrailing” o a discriminazione di traccia (erroneamente chiamati e conosciuti come “molecolari”)in successione con unità “di superficie”. I cani sono stati portati sui loro veicoli il più vicino possibile al luogo di partenza della ricerca, quindi dopo un controllo olfattivo dell'area lasciati operare, seguendo un percorso anche con diverse false tracce, allo scopo di testare l'animale, per farlo arrivare alla scoperta del “figurante” oggetto della battuta. La tipologia di cani da ricerca non esclude mai l'una dall'altra, dato che una opera in una zona ristretta e con un “testimone d'odore”per seguire la traccia, mentre l'altra può operare per zone molto vaste e senza bisogno d'indizi di odore. Peculiarità importanti che spesso vengono però accantonate per varie ragioni, specialmente durante la ricerca di persone scomparse, mancanze che il nucleo Vab cinofili di Grosseto, grazie anche alla fattiva collaborazione dei volontari fiorentini di Nemesi, hanno intenzione di colmare, potendo contare nel tempo su più profili e addestramenti migliori, per essere sempre pronti ad intervenire ovunque ci sia bisogno di loro.
Leggi altre notizie su GrossetoOggi.net
Condividi su: