Grosseto: La nascita a Grosseto dell’ “Osservatorio Toscano di politica fiscale” è un’iniziativa che merita un plauso. Giannoni, Macchi e Lapalorcia hanno anticipato con pregevole intuito quelle che saranno le nuove esigenze dei cittadini, e cioè districarsi tra gli innumerevoli cambiamenti intervenuti nel settore fiscale ed in particolar modo per ciò che concerne i pagamenti delle tasse, tributi, imposte, ecc. .
Gli attuali scenari economici e le difficoltà che le famiglie incontrano nei pagamenti di tasse, imposte, verbali e sanzioni necessitano di un veicolo sicuro, di un traghettatore che scorti i cittadini lungo tutto l’iter procedimentale che va dall’accertamento di quanto dovuto, agli eventuali ricorsi fino al pagamento, anche rateizzato, della cartella a loro carico.
In questa giungla si inseriscono, d’altro canto, le oltre 6mila amministrazioni presenti sul nostro territorio che hanno dovuto e dovranno organizzarsi per incassare i propri tributi e ciò sicuramente comporterà notevoli problemi.
Certo, sulla carta il federalismo municipale necessariamente implica che gli Enti Locali conservino la potestà sule proprie entrate, il che si ottiene solamente mediante la gestione diretta delle entrate. Ottimisticamente ciò potrebbe anche allentare la “morsa” del patto di stabilità che tanto incide sulla possibilità di spesa degli Enti e sullo sviluppo socio-economico dei territori rappresentati, soprattutto se si pensa al fatto che che ogni anno soltanto i Comuni producano circa 1,4 miliardi di verbali.
Ma se adesso c’è la concreta possibilità di organizzare il servizio di riscossione di tali tributi al proprio interno, dall’altro lato i vincoli di spesa posti dal Patto di Stabilità limitano, soprattutto per le amministrazioni più piccole, la possibilità di organizzare tali servizi.
Questo comporterebbe una grave perdita economica per gli Enti locali i quali, in attesa di riorganizzarsi ricorrendo o ad un soggetto esterno o riportando il servizio di riscossione al proprio interno, saranno costretti a “congelare” la riscossione della maggior parte delle enrate.
Alla fine di questo processo chi si troverà più in difficoltà sarà il cittadino che dovrà capire quali cartelle ci siano eventualmente a suo carico, di quale importo, chi deve riscuoterle, tra more e prescrizioni di ogni sorta. Allora ecco che l’iniziativa dell’associazione “Città e Partecipazione” merita di essere segnalata come un’essenziale guida nel labirinto tracciato dalla fine della collaborazione tra Equitalia e gli Enti locali.
Dr. Simone Rotini
Presidente ACLI Service Grosseto