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Volpe salvata dalla LAV, ma ora il rischio sono i fucili

Redazione
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Grosseto: Una giovane volpe con un trauma cranico è stata consegnata sabato mattina da un cittadino alla LAV Grosseto che ha provveduto al suo immediato invio al Crasm di Semproniano dove l’animale è stato affidato alle cure del direttore del centro, il dr. Marco Aloisi. Si tratta di uno dei moltissimi casi in cui la LAV interviene in soccorso di selvatici che una volta recuperata la piena salute vengono nuovamente liberati nel loro ambiente.

Purtroppo molti animali salvati dalla LAV e dal Crasm sono inseriti nel piano delle specie cacciabili e anche una volta curati e felicemente liberati rischiano di essere uccisi. Nel caso delle volpi il calendario venatorio appena pubblicato da parte della Provincia di Grosseto non le risparmia, anzi le colpisce in modo particolarmente grave permettendone la caccia anche in tana. La Provincia ha anche richiesto alla Regione un allungamento dei tempi in cui ne sia permessa l’uccisione in battuta fino al 15 marzo invece che soltanto nel mese di gennaio. Tutto ciò al fine di contrastare le volpi nella loro naturale predazione alle lepri con l’intento esplicito di riservare queste ultime ai fucili dei cacciatori. Un paradosso che ha le sue radici nelle larghissime concessioni alla pratica della caccia da parte delle istituzioni pubbliche in contrasto con il sentire della grande maggioranza della popolazione.

“La caccia è un retaggio di un’età barbara e primitiva che il nostro Paese dovrà presto superare – dichiara Giacomo Bottinelli, responsabile LAV Grosseto – e più di una volta i cittadini hanno levato la propria voce contro questa assurda crudeltà, mascherata spesso da necessità di controllo delle specie e in realtà concessione politica alla lobby venatoria, come è chiarissimo per le volpi”.

Contro la caccia in tana alla volpe, metodo particolarmente crudele che causa la morte per sbranamento dei cuccioli da parte dei cani, si è recentemente scatenata una vera e propria protesta popolare verso le Province di Siena e Prato che ha portato le rispettive amministrazioni a rivedere i propri piani di abbattimento in seguito alle pressioni delle associazioni di tutela degli animali e della gente comune che ha scritto decine di migliaia di email agli uffici competenti.

“L’opinione degli italiani sulla caccia è negativa in oltre l’80% dei casi come ha rilevato il rapporto Eurispes 2013 – prosegue Bottinelli - e stupisce come da parte di una certa politica manchi del tutto la lungimiranza necessaria a capire che anche in un mero calcolo del consenso favorire i cacciatori è una strategia perdente, visto il loro drastico calo numerico negli ultimi anni. In base ai dati presentati alla Camera dalla Regione Toscana il 29 maggio scorso, infatti, il numero dei cacciatori nella nostra regione raggiungeva i 150mila nei primi anni ’90 mentre nell’ultima stagione è sceso sotto i 90mila, il 76% dei quali di età superiore ai 50 anni”.

“I cacciatori sono una categoria in estinzione progressiva e in prevalenza anziani – conclude Bottinelli – la cui sopravvivenza è legata a tradizioni violente fortunatamente sempre meno condivise. L’invito ai politici toscani è a guardare avanti anziché legarsi a una minoranza il cui peso è assolutamente sproporzionato rispetto alle opinioni e ai sentimenti della collettività”.

Il numero di intervento per i recuperi di fauna selvatica da parte della LAV Grosseto è il 328 5639980.

Per info:  Giacomo Bottinelli Responsabile Sede Territoriale Provinciale LAV Grosseto Cell. 320 7091258 lav.grosseto@lav.it

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