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Italia dei Valori: il punto sulla scuola

L'intervento del coordinatore Mauro Pasquali

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GROSSETO - "Dalle cronache  dei giornali e dai dibattiti televisivi emerge in modo chiaro  la necessità di affrontare l’argomento della formazione scolastica come motore di sviluppo della società del domani, di espansione della maturità individuale e civica, infine come fattore di crescita economica,

liberandoci del concetto oscurantista che vede la scuola solo come un costo.
La discussione sull' obiettivo scuola è oggetto di grande interesse, anche per quanto riguarda  la  necessità di fare economie, compreso e condiviso in tutti gli strati sociali. E' necessario quindi che i cittadini siano  informati, su scelte così importanti per tutti, con un linguaggio che non sia quello degli “addetti ai lavori”.
Bisogna innanzitutto partire dalla consapevolezza che esiste una differenza tra alcune zone geografiche, dove si sono compiute importanti innovazioni progettuali e formative ed altre dove per questi obiettivi è necessaria una maturazione culturale-scientifica che ad oggi deve essere ancora costruita.
In questi giorni si è svolto un serrato confronto su tale tematica all'interno dell' Esecutivo IdV provinciale con la presenza anche di “addetti ai lavori” che hanno aderito per portare il loro contributo tecnico alla discussione politica . L'occasione dell'incontro è stata l'esigenza di analizzare il documento ministeriale “La buona scuola”: si è unanimemente evidenziato che gli obiettivi dichiarati appaiono nebulosi nei mezzi, nelle risorse, nella formazione del personale e nelle previsioni e metodologie di valutazione del personale stesso.
Per quanto attiene al tema sulle risorse finanziarie, che il documento prevede provenienti sia da parte pubblica che da quella privata, la circolare vorrebbe introdurre una visione della comunità del territorio scolastico che partecipa per una piena realizzazione della scuola dell’autonomia.
Con una gestione tutta da normare si può incorrere nel pericolo che il concetto di Scuola Pubblica si allontani dall’ampiezza di pensiero e di pluralità concepita dalla nostra Costituzione (artt. 3; 4; 9; 21; 33; 35; 38; 52) , per scivolare verso una scuola di “qualcosa o di  qualcuno”.
La Scuola dell’Infanzia,  la cui importanza fondamentale è riconosciuta sia dalla comunità scientifica che dai livelli politici, come sottolineato anche nelle recenti indicazioni MIUR,  nel documento“La buona scuola”  viene quasi sottintesa, apparendo sullo sfondo di una visione educativa il cui asse è spostato sulla parte del percorso scolastico preadolescenziale ed adolescenziale.
La conclusione del dibattito dell' Esecutivo IdV è la parola chiave “fiducia”,  sovente tradita da contenitori che non  sono riempiti di idee e, soprattutto, di risorse.
Gli insegnanti condividono il documento della “Buona Scuola”  nella sua solida e condivisibile visione di una Scuola intesa come investimento e non come costo e della quale l'Italia non può fare a meno per uscire dallo stallo culturale, valoriale ed economico in cui si trova."

 

Arch. Mauro Pasquali
Coordinatore IdV provincia Grosseto

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