Partecipa a GrossetoOggi.net

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

La Laguna di Orbetello è sotto costante monitoraggio, Paffetti: “Siamo impegnati per evitare l’eutrofizzazione"

Nella laguna di ponente, abbiamo utilizzato una tecnica che, in appena sei mesi, ha ridotto in maniera considerevole la massa delle alghe”

Condividi su:

ORBETELLO - “Siamo fortemente impegnati contro il problema dell’eutrofizzazione e la laguna di Orbetello è sottoposta a un monitoraggio costante e continuo: solo così è possibile evitare danni ambientali gravissimi come la proliferazione della massa algale, che crea anossia e può portare alla morte di porzioni significative della fauna e della flora”. Queste le parole del sindaco Monica Paffetti nell’illustrare la situazione così come emersa dal Comitato scientifico della Laguna che si è riunito questa mattina.

Il Comune - a seguito dei monitoraggi del Comitato scientifico e di Arpat - ha individuato, per quanto riguarda lo specchio acqueo di ponente, un’area di circa 400 ettari sulla quale ha applicato due tipologie d’intervento: da un lato, la raccolta della massa algale, dall’altro sempre tramite i battelli, la risospensione: una metodologia, questa, che vede impegnati quattro battelli operanti in un’area di 100 ettari ciascuno e che, in appena sei mesi, ha ottenuto risultati considerevoli di riduzione della massa. Per quel che riguarda lo specchio acqueo di levante la situazione è, invece, migliore: dal 2010 non sono presenti fenomeni di eutrofizzazione.

“Ma il nostro impegno non si ferma qui – continua Paffetti -: abbiamo previsto un piano d’interventi di prevenzione per evitare che l’eutrofizzazione si estenda anche nella parte di levante. Come soggetto attuatore dell’accordo della Laguna, firmato il primo gennaio con Regione e Provincia ma non ancora effettivo, ci impegneremo per risolvere ogni problema”.

Tra questi, vi è anche quello causato dalla crescita di pianta superiore – non un’alga, quindi – il cui nome scientifico è Ruppia cyrrohosa, le cui con radici formano delle vere e proprie praterie negli ambienti lagunari caratterizzati da una salinità importante.

“La presenza di questa pianta – spiega Paffetti – è, però, indice di benessere della laguna. Tuttavia, porta con sé il problema di rendere difficile la navigazione. Siamo impegnati anche su questo fronte, per consentire agli atleti della società canottieri di poter riprendere una crociera serena. Un discorso diverso è quello legato alla presenza di calcinacci e allo sversamento di olio in laguna: si tratta di reati ambientali e, come tali, andranno perseguiti, con forza”.

Condividi su:

Seguici su Facebook