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Rabazzi, Cia: "Olio contraffatto, bene i controlli ma le frodi vanno evitate a monte"

"La politica deve schierarsi a sostegno dei più piccoli"

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GROSSETO - "Un plauso ai Nas e alla Procura di Torino per aver portato alla luce l’ennesima frode sull’olio di oliva ma un patrimonio così importante per l’economia del nostro Paese va difeso meglio di quanto facciano le nostre istituzioni sia in Italia che in Europa”. È il commento del vicepresidente della Cia Toscana e Presidente provinciale di Grosseto Enrico Rabazzi alla notizia della scoperta di falso olio extravergine che vede coinvolti 7 grandi marchi di produzione. “Come diciamo da tempo quando si scopre una contraffazione che riguarda l’ ”oro verde” ci sono di mezzo sempre i grandi marchi mai i piccoli produttori che dalla frode avrebbero più da perdere che da guadagnare (chissà invece se le 7 aziende scoperte ieri non abbiano già messo in conto le eventuali multe da pagare e con la frode facciano comunque affari!)”.

Ma secondo Rabazzi non è solo una questione di dimensioni aziendali “fa parte dell’etica del piccolo imprenditore lavorare e produrre per offrire un prodotto di alta qualità perché su quella e solo su quella si basa la sua sussistenza. Ecco perché come ripetiamo da tempo è bene controllare di più i grandi produttori e alleviare i piccoli da un peso burocratico eccessivo quanto inutile”.

“Non solo – continua Rabazzi – provvedimenti come la probabile accettazione del TTIP e l’aumento delle esportazioni di olio di oliva concesso alla Tunisia da parte dell’Unione europea ci sembrano andare nel senso contrario rispetto ad una politica a salvaguardia della genuinità e della bontà dei nostri prodotti dichiarata quindi soltanto a parole.”

“La politica dunque – conclude Rabazzi – non si limiti ad arrogarsi i meriti del successo dei controlli ma rifletta invece sulle proprie responsabilità e sul perché queste frodi siano possibili anche perché i controlli non riescono a scoprire tutte le contraffazioni, qualcuno che la fa franca c’è sempre!”

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