Rabazzi, Cia: "La politica si faccia carico dei problemi dell’agricoltura"

"Non servono impegni solamente durante le campagne elettorali. ma progetti a lungo termine"

| di Davide Lesti
| Categoria: Attualità
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GROSSETO - "Alla politica che si ricorda del mondo agricolo in momenti di campagna elettorale chiediamo una maggiore attenzione per il nostro settore e ricordiamo che, pur attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia, il settore primario  registra ottime performance  per quanto riguarda la crescita, l’occupazione e le esportazioni. Per questo e perchè continuiamo a credere nel valore strategico dell’agricoltura rivendichiamo il diritto di avere la stessa considerazione che hanno altri settori” 
Enrico Rabazzi, vicepresidente regionale e presidente grossetano Cia-Confederazione Italiana Agricoltori- torna a parlare delle difficoltà dell’agricoltura a una settimana dalla grande manifestazione indetta a livello nazionale. 

“Nello specifico-sottolinea Rabazzi- ci preme sottolineare il dramma che sta vivendo la nostra cerealicoltura, schiacciata dalla mancanza di un giusto reddito per gli imprenditori, dal continuo aumento dei costi di produzione, e le stime dei prossimi mesi prevedono nuovi rincari,  e dalla concorrenza sleale. Mentre il prezzo del grano è in caduta libera, 16 euro quello tenero e 20 quello duro, i costi di produzione non scendono sotto i 30 euro se poi consideriamo che il settore richiede spese vive e anticipazioni per circa 1000 euro per ettaro-spiega il presidente-  i conti sono presto fatti. 

La preoccupazione è davvero alta anche perché in provincia di Grosseto oltre 80% delle aziende sono direttamente o indirettamente coinvolte nel settore. Inutile ricordare che la mancata remuneratività per le aziende non può che tradursi in un abbandono o nel calo di produzione di uno dei prodotti-immagine  del nostro Paese. Alla politica che oggi ci cerca, chiediamo dunque maggiore tutela, iniziando da etichette precise e chiare: quando si parla di Made in Italy si deve intendere  la materia prima, solo  se la filiera  è al 100% italiana questa potrà fregiarsi del marchio Made in Italy. Inoltre urge una sburocratizzazione per il settore e percorsi che favoriscano progettualità e lavoro di squadra come le cooperative i consorzi o le reti d’impresa. L’esempio delle OP di Grosseto è un esempio di eccellenza sotto ogni punto di vista-conclude Rabazzi- ora dobbiamo favorire altri percorsi di questo genere. Se la politica vuol essere credibile questo è il momento di prendere impegni, impegni che devono essere a lungo termine e non mere promesse di circostanza. L’alternativa è regalare il nostro patrimonio alle multinazionali." 

Davide Lesti

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