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Scomparsa di Marco Pannella, il cordoglio di Monica Faenzi

"Dobbiamo portare avanti le sue battaglie politiche"

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SCARLINO - "Il ricordo di un uomo politico grandioso, probabilmente l’ultimo di una generazione preziosa, che ha avuto possibilità e modo di misurarsi e scontrarsi con i padri fondatori e leader dell’Italia repubblicana, deve essere certamente commemorato, ma occorre anche proseguire nel suo nome, le sue battaglie politiche rimaste ancora attuali e incompiute. Così in una nota Monica Faenzi deputata di Alleanza liberal popolare, che a proposito della scomparsa del leader dei radicali italiani, avvenuta ieri pomeriggio, evidenzia il coraggio di un animatore di mille battaglie per il riconoscimento dei diritti civili e politici, in particolare in favore delle donne, sostenendo inoltre, che con la sua morte, finisce un pezzo della storia politica e sociale italiana, quella più illuminata del Novecento. E’ impossibile elencare le innumerevoli e storiche lotte politiche, spesso animate, da parte di un leone come è stato Pannella, sostiene la Faenzi, a cominciare dagli anni ’70. Dal referendum sul divorzio, all’aborto, al contrasto alla partitocrazia, al finanziamento pubblico ai partiti, all’obiezione conoscenza, alle battaglie contro la pena di morte, alla legalizzazione delle droghe leggere, all’abbandono del nucleare. Iniziative molto spesso molto spesso contraddistinte da lotte accalorate e da scioperi della fame e della sete, a cui si sottoponeva in forma «non violenta» (e gandhiana), che di gran lunga prediligeva e che più di una volta lo ha portato in ospedale, per ricoveri talvolta drammatici. Battaglie politiche, per garantire un Paese più giusto e libero, alcune rimaste minoritarie e incompiute penso, al tema della carceri sovraffollate, dell’indulto, della libertà personale, per la privatizzazione della Rai, contro gli ordini professionali e le corporazioni, argomenti che ancora oggi, continuano ad essere attuali e oggetto di dibattito politico. Per questo, conclude la deputata di Ala ed ex sindaco di Castiglione della Pescaia, ricordiamo commossi l'ampiezza dello spettro politico e ideologico di uomo eccezionale, che ha avuto possibilità e modo di misurarsi e scontrarsi con i padri fondatori e leader dell’Italia repubblicana e proprio per questo, ritengo sia indubbiamente necessario, proseguire le sue battaglie e questioni rimaste aperte, che tracciano il sentiero attraverso il quale, un Paese decide cosa vuole essere e quel che vuole diventare."

Monica Faenzi

 

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