L'arte contemporanea per rigenerare aree dismesse, l'esempio di Follonica

La Regione Toscana ha elogiato il progetto

| di marco vannini
| Categoria: Attualità
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FOLLONICA - Prendi una vecchia fonderia che produceva ghisa, da molto tempo abbandonata, ed immaginala come un'officina delle idee. E' quello che è accaduto anche a Follonica, in provincia di Grosseto, con il contributo della Regione: edifici, laboratori e fabbriche dell'ex-Ilva recuperate e diventate polo culturale e luogo di arte contemporanea a ridosso del centro cittadino da zona industriale inutilizzata che erano, dismesse dagli anni Sessanta. Un esempio di rigenerazione urbana, ma anche sociale e culturale.

L'Officina delle idee di Follonica (e le mostre e gli interventi realizzati al suo interno) sono infatti uno dei progetti finanziati con le risorse di "Toscanaincontemporanea2016", il bando per valorizzare i giovani artisti under35 - non importa se italiani o stranieri, basta che lavorino in Toscana – e per promuovere la formazione degli studenti delle scuole toscane, oltreché ampliare il pubblico che si avvicina al mondo dell'arte contemporanea.

Venerdì scorso la vice presidente ed assessore alla cultura Monica Barni era proprio a Follonica, dove ha partecipato con grande piacere e interesse ad un convegno dell'Officina delle Idee. "Memoria e contemporaneità sono un binomio che diventa utile indicazione per la sfida di chi oggi governa la Toscana, Comuni compresi – ha sottolineato – Con "Toscanaincontemporanea" abbiamo voluto promuovere progetti di qualità per valorizzare e promuovere i giovani artisti che operano sul territorio, oltre ad avvicinare altri giovani all'arte contemporanea da spettatori e fruitori. Ma l'intervento incentiva anche nuove opportunità di crescita culturale e "Officina delle Idee" ha centrato in pieno gli obiettivi del bando, con un proposta artistica originale e di qualità, il cui focus è la visione di Follonica quale luogo 'esemplare' di archeologia industriale messo a confronto con i linguaggi artisti ci contemporanei più innovativi, che diventano strumenti culturali privilegiati per la crescita "urbana" della città e del territorio".

marco vannini

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