Inutile nasconderlo: la vittoria inaspettata (per molti) ai Campionati Europei di calcio della Nazionale ha esaltato l’Italia intera e tutti i tifosi italiani. E ha riportato al centro dell’attenzione del mondo sportivo una nazione dai grandi fasti ma che appariva un po’ appannata. E non solo nel calcio.

L’Europeo, una vittoria di squadra
Il calcio è lo sport più popolare in Italia e in Europa, se non al mondo. Nonostante questo, il calcio italiano contemporaneo non godeva dei favori della stampa né dei bookmakers. Le quote per le scommesse di calcio dei migliori portali di scommesse online durante questi Campionati Europei davano la nostra Nazionale ben distante dalle favorite: prima dell’inizio del torneo, era data a 13. Nelle prime fasi eliminatorie è scesa a 9, per poi arrivare fino a 1,90. In sintesi, tutti la davano come “outsider”.
Mancini è riuscito a rifondare e rilanciare il team azzurro grazie a un’incredibile pianificazione strategica e a una cura maniacale dei particolari – cosa che lo proclamano, più di tutti, il vero fuoriclasse nazionale. Già, perché la squadra che ha vinto la competizione europea, di fuoriclasse non ne aveva. O per meglio dire, aveva degli ottimi giocatori, ma non c’era quel Ronaldo, quel Messi: insomma, quell’uomo che davvero faceva la differenza. Eccetto forse uno, che si è dimostrato fondamentale, ovvero il portierone, Gigio Donnarumma.
Ma aldilà di questo, il successo della Nazionale è stato un successo corale, spronato dalle parole di Mancini dove tutti erano titolari e non c’erano posti fissi. Tutti hanno trovato lo spazio per dimostrarsi sul campo, e tutti hanno potuto esibire le loro qualità. E rinforzati dal palpabile spirito di amicizia che vi albergava, sono arrivati all’obiettivo finale come una grande squadra.
Una ricaduta attesa e gradita
Il Campionato Europeo di calcio è finito a giugno. Le Olimpiadi sono iniziate ad agosto: l’effetto-valanga era davvero assicurato. Dopo la vittoria, l’Italia è rimbalzata sulle prime pagine dei giornali sportivi per aver riportato la performance migliore di sempre, con tre ori dal peso specifico considerevole in due delle specialità regine dei Giochi Olimpici: la corsa (i 100 metri e i 4x100 metri) e il salto in alto.
E anche qui l’Italia ha stupito – e un po’ indispettito – le abituali regine dei Giochi, che si sono viste soffiare davanti al naso il riconoscimento più ambito, perdendo l’aplomb e a volte, scivolando in commenti di bassa lega su doping e non doping. Ma poco importa: quello che invece vale è che oggi la prestazione degli atleti italiani (le squadre purtroppo hanno avuto una performance meno convincente) ha avuto grande spazio sulle prime pagine dei giornali.
Cosa attende lo sport azzurro nel futuro?
Mentre stiamo scrivendo questo articolo, stanno per svolgersi i Giochi Paralimpici di Tokyo, per chiudere in bellezza, o almeno ci auguriamo questa eccezionale estate sportiva che ha spesso visto il Tricolore sventolare al di sopra degli altri vessilli nazionali. E la prossima occasione, da qui a sei mesi, è quella delle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022, che purtroppo non sembrano partire sotto i migliori auspici a causa dell’infinità di tensioni geopolitiche.
Restando in ambito sportivo, gli sport invernali sono da sempre favorevoli alla compagine azzurra. Speriamo che i nostri atleti e i nostri team riescano ad approfittare dell’onda lunga di questo rinnovato vigore sportivo che ha attraversato l’Italia e ci ha portato a raggiungere questi traguardi prestigiosi.
Le nostre speranze si annidano su nomi quali Sofia Goggia nella discesa e Matteo Gatti nello slalom, nell’inossidabile Carolina Kostner nel pattinaggio, e perché no, in Michela Moioli nello snowboard: ma non aspettiamo altro che qualche atleta poco conosciuto ci stupisca con la sua prestazione da primato e ci faccia provare ancora una volta il sogno tutto italiano della vittoria nata da un impegno costante e dal sacrificio. Quello che animava le performance degli sportivi italiani più amati, e che a volte ci hanno lasciato troppo presto, come il mitico Pablito Rossi.
