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Quando la troppa igiene fa male

(non solo ai bambini)

| di Alessandro Saitta
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Ormai è stato appurato da più parti che sia necessario che i piccoli «si sporchino» per non sviluppare allergie. E anche fra gli adulti l’ossessione per il pulito crea problemi: si rischia di non averee le difese abbastanza forti di fronte a batteri e virus aggressivi.

Avere sempre con sé un detergente per le mani pronto all'uso, la casa che profuma di deodoranti e che è stata accuratamente disinfettata e sterilizzata in ogni angolo, pavimenti tirati a lucido usando detersivi di ogni genere. I fanatici dell’igiene assoluta sono tanti, ma non è un comportamento tanto virtuoso quanto si potrebbe pensare. Anche il “pulito troppo pulito”, ci si ritorce contro in vari modi. Perché ormai è certo, la “teoria dell’igiene” non è solo un’ipotesi. Secondo questa tesi, vivere in un ambiente ai limiti dell’asettico e della sterilità produce danni per il nostro sistema immunitario, soprattutto per quello dei bambini che invece dovrebbe abituarsi a reagire in modo corretto agli stimoli esterni. Non venire a contatto con i microrganismi, per lo più innocui, che popolano le superfici, gli alimenti o che sono nell’aria perché alcuni genitori terrorizzati dai gemi disinfettano il mondo attorno al loro bambino incrementa la probabilità che il suo sistema immunitario risponda poi in maniera anomala a sostanze del tutto normali, aumentando così la possibilità di sviluppare allergie.

I bambini devono sporcarsi!

Non si tratta di vivere nella sporcizia, ma di lasciare che i bimbi possano venire a contatto con i germi sporcandosi durante il gioco, stando all’aperto, frequentando i loro coetanei. Quando si incontrano batteri e virus, infatti, vengono prodotti anticorpi, mentre non si formano immunoglobuline, che invece sono più abbondanti se non c’è un’esposizione ai germi. I piccoli tenuti in ambienti asettici, che non hanno contatti con i coetanei perché non vanno al parco giochi o all’asilo sono perciò più esposti ad allergie di vario genere. Ammalarsi da piccoli, quindi, è, in un certo senso, il prezzo da pagare per non dover combattere a vita contro dermatiti allergiche, asma o intolleranze alimentari, che non a caso sono molto più diffuse nel mondo occidentale e nelle classi sociali elevate.

L’eccesso di pulizia in casa è altrettanto “rischioso” anche per colpa dei prodotti che utilizziamo: contengono una miriade di sostanze chimiche che vanno a inquinare l’aria domestica con effetti che sono solo parzialmente noti. Meglio allora scegliere pochi detergenti “tuttofare”, preferendo quelli a base di prodotti naturali: limone, aceto e bicarbonato sono ottimi per moltissimi utilizzi. E come scegliere i prodotti per la pulizia personale? Vanno evitati quelli con antibatterici: ultimamente la Food and Drug Administration statunitense ha bandito l’uso di 19 antimicrobici in prodotti da banco per l’igiene perché se ne temono rischi dovuti a un uso prolungato e non controllato, fra cui la comparsa di resistenze batteriche. Se serve un prodotto per lavarsi le mani in assenza di acqua e sapone, meglio preferire i gel a base di alcol. Gli antibatterici sono utili negli ospedali, oppure nelle case di pazienti con il sistema immunitario compromesso. Per l’igiene personale bastano acqua calda e sapone; dai vestiti non è necessario eliminare ogni germe e per i capi normali è sufficiente un lavaggio a 30 gradi in lavatrice. Meglio invece lavare a 60 gradi asciugamani e lenzuola, aggiungendo un detergente a base di candeggina se sono stati usati da una persona con influenza o simili.

Alessandro Saitta

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