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Apertura della caccia, il saluto del presidente Leonardo Marras

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Marras: «Polemiche puerili, valorizzare le disponibilità al dialogo. Auguri di buona caccia e che tutto si svolga in sicurezza. Caccia è gestione venatoria»

Domani (domenica per chi legge) si aprirà un’altra stagione venatoria. Il fatto che anche questa volta sia stata preceduta da polemiche puerili non merita commenti particolari. Se non la considerazione che spettacolarizzazione ed estremismi producono solo qualche titolo di giornale, ma nulla aggiungono ad un dibattito che potrebbe essere serio ed appassionante, se condotto all’insegna del rispetto.

Per questo penso andrebbero valorizzare la disponibilità al confronto che pure c’è da una parte delle associazioni ambientaliste, con le quali sono state condivise e discusse molte scelte all’interno della Consulta provinciale della caccia e degli Atc.

L’apertura della caccia è comunque, prima di tutto, una giornata di festa. Per i cacciatori e per le comunità dove sono insediati, delle quali interpretano una tradizione secolare. A loro, pertanto va un saluto nell’auspicio che ognuno rispetti le regole sulla sicurezza e che tutto vada per il meglio, certo che i cacciatori organizzati nell’associazionismo venatorio saranno i primi custodi delle regole.

Caccia e gestione venatoria sono d’altra parte oramai diventati sinonimi. E oggi non è possibile pensare di poter svolgere un efficiente controllo della fauna selvatica a prescindere dall’apporto dei cacciatori, un terzo dei quali ha oramai acquisito l’abilitazione alla caccia di selezione.

La Provincia di Grosseto, da parte sua, oramai da molti anni programma il prelievo venatorio seguendo un approccio scientifico basato sull’apporto dell’Ispra e di numerose Università, con l’obiettivo di gestire al meglio l’equilibrio ambientale complessivo e il ciclo biologico delle diverse specie presenti nelle nostre campagne. Senza mai dimenticare che il sovrannumero di esemplari di alcune specie, in modo particolare di ungulati, danneggiano in modo serio alcuni comparti agricoli basati su produzioni specifiche, ed è allo steso tempo fonte di pericolo per chi viaggia sulle nostre strade.

Piano provinciale faunistico venatorio e calendario venatorio sono gli strumenti attraverso cui la Provincia persegue questi obiettivi. Il fatto, ad esempio, che a fronte di un’impennata degli abbattimenti dei cinghiali negli ultimi 5 anni, siano aumentati molto meno gl’indennizzi per i danni alle colture agricole, significa che la programmazione è stata fatta in modo adeguato. Considerato che i contenimenti (caccia di selezione) variano dai 250 ai 600 animali abbattuti all’anno (sui 24.000 totali del 2013), è anche evidente che il sostanziale controllo della proliferazione degli animali si fa con l’attività ordinaria di prelievo venatorio.

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