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Polizia e Vigili del Fuoco scendono in piazza contro i tagli alle risorse e alle assunzioni

I sindacati: "Situazione prossima al collasso, ne vale della sicurezza di tutti"

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GROSSETO – Contro tagli alle risorse e agli stipendi scendono in piazza anche Polizia e Vigili del Fuoco. Come in tutta Italia, anche a Grosseto, questa mattina, i sindacati Sap, Coisp, Ugl Polizia di Stato, Sip Cgil, Consap e Siap sono scesi in piazza Fratelli Rosselli e hanno sventolato striscioni e bandiere di protesta davanti al Palazzo della Prefettura. Cogliendo anche l'occasione per ricordare il collega della Polizia di Stato morto in Sardegna durante le operazioni di soccorso causate dal maltempo di questi giorni.
Tanti i punti della legge di stabilità che non vanno giù a poliziotti e vigili del fuoco: blocco del tetto salariale, riduzione degli stipendi, tagli al pagamento degli straordinari, riduzione delle assunzioni e blocco del turn over, tagli alle risorse per le missioni del personale e blocco della rivalutazione del trattamento previdenziale.
"A queste condizioni – spiega Stefano Fabbrini, segretario provinciale Sap - non siamo in grado di garantire le giuste condizioni affinchè i cittadini si sentano al sicuro. E se non c'è sicurezza percepita, figuriamoci la sicurezza effettiva". Il problema maggiore resta infatti la mancanza di personale per rispondere a tutte le emergenze del territorio: 350 agenti sono ben pochi in un territorio vasto come quello della provincia di Grosseto. A ciò si aggiunge la mancanza di assunzioni e di ricambio generazionale: "L'età media delle persone in servizio è di 40-45 anni – continua Fabbrini – Gli equipaggi iniziano ad essere già troppo anziani per affrontare i problemi di sicurezza pubblica o i casi di emergenza del territorio. Vistà l'età media delle persone che vengono arrestate negli ultimi tempi, un agente di 40 anni potrebbe trovarsi in difficoltà a inseguire un malvivente o a resistere in uno scontro corpo a corpo. A questo si aggiunge anche la mancanza di mezzi: su 4 caserme presenti a Grosseto, ci sono solo 8 autovetture di servizio, tutte con più di 200mila chilometri. Mancano i mezzi non solo per affrontare situazioni di emergenza, ma anche per espletare un normale turno di lavoro". E la situazione è critica anche dal punto di vista delle assunzioni. Per diventare poliziotto di stato non ci sono più concorsi: bisogna prima intraprendere la carriera militare e poi fare richiesta al Corpo di Polizia. Con il risultato che i poliziotti di prima nomina sono agenti già in là con l'età e i civili non hanno possibilità di accesso.
Una situazione prossima al collasso, che rispecchia le condizioni della maggior parte delle categorie di lavoratori, con l'unica differenza che in questo caso in gioco c'è la sicurezza di tutti i cittadini.

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