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Agresti e Magnolfi : "La legge regionale sull'urbanistica scontenta tutti"

Comunicato del gruppo Nuovo Centrodestra

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GROSSETO - Pubblichiamo un intervento del gruppo Nuovo Centrodestra, con il presidente Alberto Magnolfi e il Consigliere Andrea Agresti (Vicepresidente della Commissione Territorio e Ambiente) che esprimono le loro opinioni sulla nuova legge regionale sull'urbanistica. "Per essere attesa, la legge regionale che avrebbe dovuto aggiornare la pietra miliare della 1/2005 sull’urbanistica era attesa e non poco. Per essere concertata, la legge lo è stata eccome. E allora perché, a presentazione avvenuta, gli ordini professionali del settore e gli enti locali in coro testimoniano tutta la loro preoccupazione e contrarietà? Qui ci sono molte cose che non hanno funzionato, e non possiamo che registrare il fiasco dei processi partecipativi tanto decantati dalla Regione".

"Con questa legge – ricordano i due esponenti della nuova formazione alfaniana – sono trascorsi mesi senza che si arrivasse mai a dama per le lungaggini del processo concertativo-partecipativo con cui la giunta regionale ha via via sottoposto a suo dire a destra e a manca la bozza del testo. E con quali risultati? Che si arriva a legge presentata con le tre principali associazioni professionali di addetti ai lavori che puntano il dito sollevando contro la nuova legge regionale sull’urbanistica accuse pesanti e muovendo rilievi assolutamente di sostanza che spaziano dalle procedure definite troppo macchinose alla divisione del territorio in zone urbane e agricole la quale ignora le peculiarità delle diverse situazioni. Per non dire dell’eccessivo accentramento regionale che testimonia di una impostazione rigida e centralizzata cui la giunta regionale evidentemente non riesce, sbagliando, a rinunciare".
Qualcosa insomma pare non essere andato per il verso giusto. Che fare? Innanzitutto forse l’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson dovrebbe abbandonare la sconcertante rigidità con cui respinge le osservazioni che giungono dagli ordini, affermano Magnolfi e Agresti. Certo – concludono – su una cosa non c’è da concertare: dover pensare di rivedere una legge presentata dopo tutta questa trafila non può che chiamarsi sconfitta. Per non parlare della figuraccia…".

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