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Acquedotto del Fiora: “Le azioni contro la morosità sono un atto dovuto a tutela degli altri utenti”

Intervento del Presidente Tiberi

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GROSSETO - Acquedotto del Fiora interviene sul distacco e successiva riattivazione della fornitura idrica alla signora Silvia di Manciano. “A prescindere dalla volontà e disponibilità nel condividere il nostro operato con tutti i cittadini, disponibilità che voglio ribadire anche in questa occasione, intraprendere azioni contro la morosità è un atto dovuto da parte del gestore, a tutela degli altri utenti”. Il presidente di Acquedotto del Fiora Tiberio Tiberi interviene così sul distacco e successiva riattivazione della fornitura idrica alla signora Silvia di Manciano, un utente moroso che aveva aderito alla campagna di “obbedienza civile” autoriducendosi le bollette per gli anni 2012 e 2013, per i quali Acquedotto del Fiora ha applicato le tariffe previste dall’Aeeg e già adeguate all’esito del referendum.

“È necessario premettere che le tariffe per gli anni 2012 e 2013 sono state determinate dall’autorità per l’energia elettrica e il Gas (Aeeg) secondo il “Metodo Tariffario Transitorio” (delibera 585/2012) e recepiscono l’esito del referendum abrogativo del giugno 2011, tenendo conto anche dell’adeguamento delle tariffe applicate nel 2012 – dice Tiberi – Da tale provvedimento sulle tariffe resta escluso il periodo luglio-dicembre 2011, per il quale Acquedotto del Fiora ha già avuto indicazioni dall’Autorità Idrica Toscana circa le modalità di restituzione secondo quanto stabilito con delibera 273/2013/R/IDR dall’autorità per l’energia elettrica e il Gas, ed è in attesa di conferma proprio da parte della stessa Aeeg, che dovrebbe presumibilmente arrivare entro la fine dell’anno”.
“Ricapitolando la vicenda, a seguito degli esiti del referendum e dell’attivazione della campagna di obbedienza civile guidata dal Movimento Acqua Bene Comune, abbiamo ricevuto centinaia di lettere – alcune sottoscritte da più soggetti - con cui i cittadini comunicavano la loro adesione alla campagna e minacciavano l’autoriduzione della bolletta – spiega il presidente di Acquedotto del Fiora – a tutti è stato puntualmente risposto spiegando quanto detto prima circa le tariffe e che il gestore era tenuto ad applicarle così come deliberate dall’autorità competente, invitando quindi i cittadini al pagamento integrale dei documenti emessi. A metà settembre è stato inviato un sollecito a tutti gli utenti non in regola con i pagamenti, a prescindere dalla natura della morosità, così come previsto dalle nostre procedure di recupero crediti. Tra tali utenze, alcune decine presentavano insoluti compatibili con l’autoriduzione della bolletta legati al post-referendum. Nel caso specifico, la signora Silvia di Manciano si è autoridotta le bollette per gli anni 2012 e 2013, per i quali Acquedotto del Fiora ha applicato le tariffe dovute secondo quanto previsto dall’Aeeg, tariffe che appunto già recepiscono l’esito del referendum abrogativo del giugno 2011. Il cumulo degli insoluti ha quindi fatto avviare la procedura per la sospensione della fornitura: lunedì 2 dicembre l’utente ha provveduto al saldo di quanto dovuto e nel corso della stessa giornata Acquedotto del Fiora ha provveduto alla riattivazione del servizio idrico”.
“A conferma del quadro giuridico relativo alle tariffe – conclude Tiberi – voglio ricordare che giovedì scorso il Tribunale di Firenze ha dato ragione a Publiacqua nella class action intrapresa da alcuni cittadini per ottenere il rimborso della restituzione del capitale investito da loro stessi calcolato, mentre lunedì 2 dicembre il Tribunale di Siena ha concesso, su richiesta di Acquedotto del Fiora, la sospensiva della sentenza emessa dal Giudice di Pace di Abbadia San Salvatore nel giudizio promosso da un utente, il quale aveva chiesto il rimborso degli importi relativi alla voce “remunerazione capitale investito” da lui stesso calcolati."

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