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"No all'abbattimento dei randagi": gli animalisti scendono in piazza per chiedere le dimissioni di Marras e Madrucci

E il presidente della Provincia replica: "La spesa pubblica per i canili è comunque troppo alta"

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GROSSETO - No all'abbattimento dei randagi. Contro la proposta di modificare la legge sul randagismo avanzata da Paolo Madrucci, responsabile del servizio prevenzione Asl, e sostenuta anche dal presidente della Provincia, Leonardo Marras, che si è dichiarato d'accordo, più di 50 animalisti hanno manifestato il proprio dissenso, questa mattina in Piazza Dante, di fronte a Palazzo Aldobrandeschi. Il corteo, promosso dagli Irriducibili Toscani, ha contato anche la partecipazione della Lav, della Lac e degli Animalisti italiani. Tutti uniti per chiedere in coro le dimissioni di Madrucci e di Marras. E il presidente della Provincia, che questa mattina era fuori Grosseto con la famiglia, si dichiara aperto ad aprire un tavolo di confronto.
"Sarebbe bastato informare per tempo. Non ho infatti alcun problema ad incontrare i rappresentanti delle associazioni animaliste per ascoltarne le ragioni. Io d’altra parte ho le mie. In primo luogo inviterei tutti ad abbassare i toni e ad evitare inutili estremismi, cercando di ragionare sulle soluzioni concrete che è possibile individuare per quello che è oggettivamente un problema. Non è una mia aspirazione personale quella di sopprimere i cani randagi, ma mi pare evidente - prosegue Marras - che esiste un problema di sostenibilità etica di una spesa pubblica per mantenere gli animali nei canili, che in provincia di Grosseto ammonta a svariate centinaia di migliaia di euro all’anno".
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