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Approvato in Giunta il Codice di Comportamento integrativo del personale

Sindaco Bonifazi: “Efficienza, lealtà e trasparenza sono gli obiettivi. E abbiamo deciso che varrà anche per i membri della Giunta”

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GROSSETO - La Giunta comunale ha approvato il codice di comportamento integrativo del personale. Tale documento, composto di 18 articoli, verrà pubblicato nella sezione del sito istituzionale “Amministrazione trasparente” e inviato a tutto il personale.
“L'obiettivo che ci poniamo – ha spiegato il Sindaco Emilio Bonifazi – è soprattutto quello di favorire strumenti di economicità ed efficienza dell'amministrazione nella piena garanzia di lealtà e trasparenza di tutti i dipendenti pubblici, ma non solo – ha precisato il Sindaco – visto che abbiamo voluto fortemente e quindi stabilito per il caso del Comune di Grosseto,che questo strumento venga allargato nelle sue parti significative anche agli assessori e al Sindaco”.
Nello specifico viene previsto un elenco di doveri, all'interno delle disposizioni generali dell'art. 1, Disposizioni che riguardano tutti i dipendenti comunali e delle Partecipate (art. 2) con previsto un Responsabile per la prevenzione della corruzione come anche la responsabilità dei dirigenti all'interno di ogni settore (artt. 3 e 4). La verifica sull'attuazione e il coordinamento dei contenuto spetta al Nucleo di Valutazione (art. 5), mentre l'Ufficio procedimenti disciplinari è al servizio del Responsabile per la prevenzione della corruzione (art. 6).
L'art. 7 stabilisce regole sull'utilizzo di materiali, mezzi e attrezzature dell'Amministrazione, mai per fini privati o per utilità indebite. Mentre l'obbligo di puntare alla massima economicità ed efficienza nella gestione delle risorse pubbliche è materia lasciata all'art. 8. Naturalmente ogni dipendente non può esercitare alcuna forma di discriminazione, né chiedere regali, compensi e altre utilità e deve comunicare ogni nuova adesione ad organizzazioni che possano interferire con la propria attività di ufficio o rapporti di collaborazione retribuiti intrattenuti nei tre anni precedenti al'assegnazione all'ufficio e che possano avere dei collegamenti (art. 9). Obbligo di comunicare ai dirigenti anche ogni tipo di potenziale “conflitto di interessi” (che magari imponga astensioni dalla partecipazione a decisioni e attività) personali e familiari (art. 9). Dipendenti e dirigenti hanno l'obbligo di denunciare all'autorità giudiziaria e ai superiori eventuali illeciti.
La delibera rispetta a pieno la normativa nazionale che impone alle amministrazioni locali l'adozione di un proprio codice di comportamento che segua le linee guida del Codice di comportamento nazionale. Ha infatti seguito tutti i passaggi previsti dalla Legge: l'esame in sede di conferenza dei dirigenti e la pubblicazione di un avviso pubblico sul sito istituzionale nel dicembre scorso per accogliere eventuali proposte di modifica alla bozza. Contestualmente ne è stata data notizia ai sindacati, alle associazioni di categoria, a quelle dei consumatori e ai vari ordini professionali. Infine è stato ottenuto il parere favorevole da parte del Nucleo di valutazione.
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