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Tares e degrado: Emilio Bonifazi risponde ai cittadini

Il Sindaco di Grosseto analizza la situazione del capoluogo maremmano

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GROSSETO - I Social Network, tra le tanti funzioni che ricoprono, hanno il potere di riuscire a raccogliere umori, sensazioni e aspettative di una città intera: in un gruppo di Facebook, nella giornata di mercoledì 29 gennaio, è stata postata una foto della sporcizia che attanaglia qualche zona grossetana ed il primo pensiero è andato verso la Tares. A Grosseto, in questo scorcio di 2014, viene spesso invocata la tassa sui rifiuti ogni volta che viene chiamato in causa un disservizio.
Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, contattato dalla nostra redazione, ha voluto chiarire la posizione dell'amministrazione comunale.
"Capisco che i cittadini desiderino una maggiore coerenza tra l'aumento della pressione fiscale, specificamente avvenuto anche con la Tares, e la qualità dei servizi. C'è stato innanzitutto un equivoco di fondo, generato dalla quota per i cosiddetti servizi indivisibili che, invece, nascondeva semplicemente 30 centesimi a mq che andavano direttamente allo Stato che, nel frattempo, ci taglia anche i trasferimenti (4 milioni solo nel 2013). Per non parlare dei vincoli assurdi di stabilità, che sembra colpiscano solo le amministrazione virtuose come la nostra. Ricordo che nel 2006 abbiamo trovato un debito di 110 milioni di euro oggi ridotto a 78 e sempre rispettando il Patto di Stabilità. 
In generale, nel caso Tares come in quello dell'IMU, i comuni sono stati mandati allo sbaraglio come semplici esattori dello Stato rispetto a imposizioni fiscali che si chiamano comunali. In pratica non abbiamo avuto la possibilità concreta di determinare le modalità di raccolta dei nostri stessi tributi. E' tutto stato determinato da leggi dello Stato (vedi i coefficienti all'interno dei quali calcolare proprio la Tares). Quindi io comprendo e sostengo l'indignazione dei cittadini ma ho le mani legate. Sul degrado temo che troppo spesso alcune persone parlino senza vedere.
E' il caso delle Mura: solo nel 2013 abbiamo recuperato e aperto dopo anni di abbadono il Bastione Maiano. Abbiamo riaperto delle troniere. Riqualificato e, soprattutto, reso fruibile il Cassero (al centro di una grande quantità di iniziative) con annessa riapertura delle Casette cinquecentesche ristrutturate. Eppure sembra quasi che nessuno si accorga di questi grandi risultati. Abbiamo un cooperativa che pulisce tutte le Mura ma basta una foto in prima pagina di una cartaccia e tutto viene cancellato. Sia chiaro, non mi nascondo i problemi, ma difendo l'operato dell'amministrazione che è al massimo delle sue forze, rispetto alle risorse disponibili.
Molte persone abbandonano rifiuti ingombranti nonostante le segnalazione effettuate con l'invio di giornali, inserti, interviste, inaugurazioni, programmi televisivi, lettere pubbliche e chi più ne ha più ne metta. Penso alla piattaforma gratuita di raccolta in via Zaffiro, al numero per ritiro gratuito del Coseca (ora SEI). Penso agli sconti prima sulla Tarsu e ora sulla Tares per chi smaltiva o smaltisce a via Zaffiro. Penso agli accordi con associazioni varie che fanno monitoraggio e segnalazioni. Eppure sembra non bastare mai. Chi abbandona rifiuti ingombranti costa alla comunità 100mila euro l'anno aggiutivi rispetto al contratto di servizio con chi fa il lavoro di raccolta e smaltimento.
Sono tanti i temi e si potrebbe andare avanti per molto tempo ma il mio obiettivo è solo far capire che per risolvere i problemi, che ci sono e tanti, bisogna collaborare tutti e non solo assegnare le responsabilità all'unico ente di cui è facile salire le scale per protestare: l'ente che, fisiologicamente, i cittadini sentono più vicino e che quindi, magari, incolpano anche della crisi economica".
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