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Un viaggio tra i monumenti naturali sacri: ecco i megaliti di Pitigliano

Una piccola Stonehenge in Maremma

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GROSSETO - Arcaici monumenti nascosti nei boschi, testimonianze di un mondo dove la grande natura e i suoi poteri parlavano all'anima degli uomini e questi si tramandavano i segreti di una magica connessione con le energie sacre della Madre Terra e del Cielo.

Non lontano da Pitigliano, nella Maremma Grossetana, in località Poggio Rota, sopra una delle tante alture rupestri si trovano i resti di un'area sacra, incentrata su una complessa struttura megalitica, venuta alla luce nel 2005 e situata su un poggio tufaceo davanti al fiume Fiora, nelle campagne di Pitigliano. L'antichità del complesso è suggerita da una forte erosione litica e da un modello di tempio arcaico, diverso dalle successive
opere etrusche. Il sito, che ha la forma di un cerchio irregolare, è formato da una decina di enormi megaliti affiancati, alti tra i due e i tre metri e larghi circa quattro. I segni della lavorazione sono ben visibili, ma è anche evidente che gli artefici scolpirono ciò che Madre Natura aveva già predisposto: un cerchi ellittico di megaliti ognuno separato dall'altro da uno stretto passaggio. Le grandi pietre sono ricoperte di fori, cavità, alcune frutto di erosione, altre scavate da mano umana. Sul lato meridionale del cerchio di pietre, il masso più basso presenta sulla faccia alta un taglio longitudinale, una fenditura che lo attraversa per tutta la sua lunghezza, probabilmente un "puntatore", per osservare l'orizzonte.
Il tramonto eliaco della Stella Sirio (l'ultimo giorno di visibilità della Stella durante l'anno) avveniva e poteva essere osservato attraverso la fenditura
nelle prime ore della sera, intorno alla terza decade di aprile nel 2300 a.C.. I fenomeni eliaci sono parte integrante della ritmicità del Cosmo.
Il sito, scoperto da Giovanni Feo, è stato studiato da esperti di archeoastronomia e da geologi, tra cui Alfonso Giusti. Gli esperti concordano nel ritenere i megaliti di Poggio Rota una struttura sacra ad uso astronomico e calendariale, realizzata tra il terzo e quarto millennio a.C. da una civiltà
sconosciuta. Sole, Luna e la Stella Sirio sono implicati nei fenomeni celesti ritenuti importanti e come tali degni di attenta e continua osservazione.
Al solstizio invernale in una vasca di purificazione presente nel sito è stato possibile osservare il Sole riflesso nell'acqua. La principale funzione del cerchio di megaliti, simile a quello dei celebri Cromlech Celtici e pre-celtici, fu quella di creare una profonda connessione tra le grandi pietre e il Sole, o meglio tra la Terra e il Cielo. Dalle sacre nozze tra l'alto e il basso si produceva lo scorrimento dell' energia primordiale, creatrice e Divina.
Ogni sito sacro, tra cui Poggio Rota, è provvisto di anima, che si racconta a chi è preparato. Lo Spirito del luogo si aprirà alle persone che con cuore puro verranno per comprendere chi siamo e chi siamo stati. Esiste uno scambio energetico fra le persone, il luogo e la costruzione e questa energia benefica si sente mentre ci si muove tra i megaliti di Poggio Rota o si è fermi in mezzo a loro. È un invito a visitare questo luogo con cuore puro. La magia del luogo per essere respirata deve incontrare la frequenza del nostro volere e questo ci procurerà un invito da parte del sito. Il giusto intento è la chiave che consente l'accesso al tempio visibile e invisibile, al suo campo di energia sottile.
Scoprire le porte d'ingresso al sito è anche una chiave per mettersi in contatto con il passaggio interiore della mente che ci potrebbe aiutare a
contattare la camera nascosta della nostra anima. L'energia dei luoghi sacri è anche energia di guarigione. Essi sono situati su linee di energia tellurica, le cui fluttuazioni influenzano il campo elettromagnetico del corpo. Sono luoghi di unione tra spirito e materia.
Luogo sacro perché punto di intersezione con il Divino. 

Per chi volesse raggiungere il luogo deve prendere la statale SR74 verso Manciano. Dopo circa km 7 c'è un piccolo incrocio con strade di campagna, a sinistra è indicato San Michele, prendere a destra e seguire la stradina asfaltata fino a trovare un pino a sinistra dove svoltare. Dopo un capannone a destra proseguire fino a che non vedete una stradina a sinistra che sale nel piccolo bosco. Parcheggiate e salite la stradina, i megaliti sono in cima a
destra sempre un pò nascosti tra gli alberi.

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