Il centro antiviolenza Olympia de Gouges compie 15 anni, 143 i casi trattati solo nel 2013

Per l'occasione presentato un calendario di eventi per sensibilizzare la comunità

| di Michela Ceravolo
| Categoria: Attualità
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GROSSETO – 15 anni di attività a favore delle donne vittime di violenza, 143 i casi seguiti solo nell'ultimo anno. Sono numeri importanti quelli che descrivono il Centro provinciale Antiviolenza dell'associazione Olympia de Gouges. L'associazione, che prende il nome da una drammaturga francese sempre impegnata in favore delle donne, decide così di festeggiare i suoi anni organizzando un calendario di eventi che coinvolgeranno tutta la comunità al fine non solo di sensibilizzare, ma anche prevenire un male sociale sempre più diffuso.
"I casi di violenza sulle donne – spiega la presidente dell'associazione Sabrina Gaglianone – sono sempre in aumento, dato che vuol dire che aumentano anche le denunce e il coraggio delle donne di farsi avanti. Organizzare iniziative pubbliche è sempre più importante, come avere dei presidi sociali sul territorio, come i Centri Antiviolenza e i vari punti di ascolto".
A questo proposito il futuro dell'associazione risulta molto legato alle sorti di istituzioni e enti provinciali, primi fra tutti la Provincia di Grosseto e la Polizia Postale. "L'abolizione delle province – spiega Gaglianone – potrebbe diventare un problema per il centro, visto che gli fornisce una sede e un aiuto finanziario. Proprio per questo stiamo lavorando per coinvolgere sempre di più i Comuni di tutto il territorio. Anche la possibile soppressione della Polizia Postale va a discapito del nostro centro, visto l'enorme aiuto che l'attività della polizia postale può dare per individuare i colpevoli di stalking". "Provincia e Comuni si stanno muovendo – spiega l'assessore provinciale alle Pari Opportunità Tiziana Tenuzzo – per mettere in campo azioni di prevenzione sempre più numerose, coinvolgendo soprattutto scuole e ragazzi. Non sono intervenuta personalmente sulla vicenda della giovane Jessica Rossi, vittima di violenza, perché non amo spettacolarizzare questi eventi, ma il mio impegno è sempre stato costante".
Dopo l'iniziativa al Cinema Stella, che ha devoluto la maggior parte dell'incasso all'associazione, il calendario di appuntamenti continua con la mostra fotografica “Chiamala violenza, non amore” a cura dell’associazione G.I.U.Li.A. (giornaliste unite libere autonome): 125 fotografie e 7 video di fotografi professionisti e amatoriali che hanno partecipato al concorso “Lo sguardo di Giulia”, indetto dall’associazione. Le opere sono una denuncia degli stereotipi di genere, il racconto della sofferenza di chi subisce violenza, ma rappresentano anche la speranza per un futuro migliore per le donne che riescono a liberarsi. La mostra sarà in esposizione da giovedì 20 a domenica 23 marzo nella Chiesa dei Bigi di Grosseto, si avvale del patrocinio della Provincia di Grosseto, del Comune di Grosseto e della Fondazione Grosseto Cultura. L’inaugurazione, a cui parteciperà il Coro delle voci bianche Incatus di Fondazione Grosseto Cultura, è prevista per giovedì 20 marzo alle 17. Gli appuntamenti in calendario proseguono poi, con un'asta di torte di beneficenza ad aprile al Cassero Senese e mercoledì 4 giugno con uno spettacolo di Pamela Villoresi nella sala Friuli del Convento di San Francesco. Brani di prosa, poesie e racconti di storie vissute realmente da donne saranno messi in scena in un recital di voce e chitarra. A luglio sarà la volta di una cena sotto le stelle per raccogliere fondi per le attività del Centro Antiviolenza, mentre a novembre Olympia de Gouges organizzerà un convegno sulla violenza sulle donne, per far rete tra le best practice in atto in Italia. Il calendario si chiude a dicembre con il mercatino di Natale.
"La partecipazione della Fondazione grosseto Cultura – spiega il presidente Loriano Valentini – è in linea ai principi stessi della Fondazione: promuovere i diritti di cittadinanza in favore della crescita della comunità. La mostra riunisce opere di natura diversa per fini sia sociali che culturali e artistici".
Delle 143 donne seguite solo nel 2013 ben 108 sono italiane, a testimonianza del fatto che il fenomeno è ancora in gran parte nostrano e non da attribuire ad altre culture o religioni, 108 anche i casi nuovi. Drammatico il dato dei femminicidi in Toscana: 30 nel 2013, di cui 2 nel Grossetano, avvenuti a fine anno.
"La condizione della parità dei sessi è ancora qualcosa di lontano – sottolinea l'assessore comunale Giovanna Stellini – Il Comune si impegnerà sempre più per portare avanti progetti di sensibilizzazione e coinvolgimento della comunità e sarà previsto un aiuto finanziario per sostenere il servizio di sostegno alle donne in difficoltà".

Michela Ceravolo

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