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Intitolato a Peppino Impastato il Parco di via Canada

Cerimonia alla presenza del Sindaco, dei rappresentanti della Fondazione Caponnetto, dei docenti e degl studenti di varie scuole cittadine

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GROSSETO - Il Parco giochi di via Canada è stato intitolato alla figura di Peppino Impastato, assassinato appena trentenne a Cinisi (PA), il 9 maggio del 1978, a causa del suo imepgno civile e della sua coraggiosa attività giornalistica ogni giorno nella lotta contro il potere pervasivo della mafia.
La cerimonia si è tenuta questo pomeriggio alla presenza del Sindaco di Grosseto e dell'assessore alla Cultura, oltre che dei rappresentanti della Fondazione Caponnetto, Domenico Bilotta e Marina Biagiotti, delle docenti e dei ragazzi e le ragazze dell'l'Istituto Bianciardi (che hanno scelto la figura alla quale intitolare l'area verde), del Liceo Rosmini e della scuola media Ungaretti. Ospite anche Angelo Corbo (poliziotto della scorta di Falcone, sopravvissuto alla strage di Capaci e oggi esperto di legislazione antimafia).
L'iniziativa fa parte del progetto “Sentinelle della Legalità”, portato avanti dalla Fondazione Caponnetto anche insieme alla Regione Toscana, al Comune e alla Provincia di Grosseto e che si svolge ormai da più di cinque anni.

Queste le parole del sindaco Emilio Bonifazi:

"Il 9 maggio del 1978 veniva ucciso Peppino Impastato. Credo che oggi si debba ricordare, se possibile ancora con maggior forza, la figura di quello che può essere considerato un vero eroe; un ragazzo che ha perso la vita per aver coraggiosamente denunciato il malaffare mafioso, ogni giorno dalle piazze della sua Sicilia e dai microfoni di una radio. I grandi valori della legalità devono necessariamente passare dall’esempio di chi si è sacrificato per difenderli, proprio perché sono sempre in troppi quelli che amano preoccuparsi di rimuovere, piuttosto che preoccuparsi di denunciare. Intitolare a Peppino Impastato un parco per bambini, quindi, non è certo casuale ma una precisa scelta, voluta dai nostri studenti e che cerca di non rimuovere ma anzi di ricordare, proprio a partire dai più piccoli, il nome di un uomo del quale tutti potranno sempre andare fieri.

Le istituzioni hanno il dovere di promuovere le condizioni sociali e culturali per isolare il male rappresentato dalla criminalità organizzata, che non è concentrata solo in alcune zone d'Italia ma che si insinua dappertutto e attraverso strade molteplici. Lo dobbiamo fare perché è giusto, a garanzia dei cittadini e in memoria dei tanti che hanno sacrificato la propria vita per una causa tanto nobile come quella della difesa della legalità che, solo per ricordarne alcuni più noti oltre a Peppino Impastato, vede nomi come quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rosario Livatino, Pippo Fava, Antonino Cassarà, Mauro Rostagno, Rocco Chinnici, Libero Grassi, Don Pino Puglisi, Mauro De Mauro, Pio La Torre e tanti altri tra magistrati, investigatori, tutori dell'ordine, uomini delle scorte, funzionari e amministratori pubblici, liberi professionisti, commercianti, sindacalisti, volontari di associazioni e centinaia di semplici cittadini".

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