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Forum Ambientalista, il comunicato su Collelungo

L'intervento di Roberto Barocci

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ROCCASTRADA - "Ambientalisti contro i neo liberisti. I primi, conservatori che ostacolerebbero l'occupazione, i secondi, progressisti e capaci di offrire lavoro?

E' questo il resoconto reale del mancato investimento in Maremma per realizzare il più grande impianto fotovoltaico (vasto oltre a cento campi di calcio) di Collelungo, nella piana dell'Aratrice, tra le colline di Roccastrada e Civitella?
La vicenda si inquadra bene nello scontro esistente in Italia tra chi chiede di eliminare ogni ostacolo agli investimenti, che vanno e vengono molto velocemente nel mondo  voluto dai neo liberisti senza regole e vincoli (nel caso di Roccastrada erano in ingresso capitali cinesi) e chi crede, come noi, che la conservazione del patrimonio culturale ed ambientale sia il lascito economico più consistente, che possiamo consegnare alle future generazioni. Gli operai di Piombino e delle altre mille e mille  fabbriche italiane chiuse e delocalizzate in Oriente dovrebbero insegnare qualche cosa a chi non ha ancora chiara l'origine della crisi economica e della scarsa domanda di beni sui mercati europei. Ma non c'è più sordo di chi non vuol sentire o ha interesse a rappresentare le cause della crisi in altro modo.
Se quell'impianto non si farà, questo è tutto merito degli ambientalisti, in primo luogo del Comitato locale Val di Farma, e ne andiamo fieri. Essi si sono appellati alla Sovrintendenza, perché tutti gli Enti locali sonnecchiavano e non avevano preteso la Valutazione di Impatto Ambientale, risultata poi positiva, ma rilasciata con prescrizioni, che però ha comportato una dilatazione dei tempi e la perdita di finanziamenti pubblici a fondo perduto.
Quindi il TAR ha confermato che l'investimento non era pienamente rispettoso delle regole e il Ricorso della società dimostra che l'investimento non era di per sé conveniente, ma si giustificava solo ed esclusivamente per il contributo che pagano gli italiani sulla bolletta elettrica. Tuttavia godeva di “amici” sostenitori, che in paese di Roccastrada tutti conoscono benissimo.
Allora hanno sbagliato gli investitori ad affidarsi agli “amici” locali e ad affidarsi ad un sistema italiano degli incentivi alle rinnovabili, che ha favorito un sistema parassitario, oggi nel caos più generale(1).
Affari e Finanza di oggi riporta il parere di Emilio Cremona, presidente della Federazione nazionale delle imprese elettroniche ed elettrotecniche e Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, il quale “punta l’indice anche contro la mancanza di un piano energetico di lungo periodo che di fatto lascia nel limbo tutti gli interessati, causando anche mancati investimenti nella direzione delle energie rinnovabili per il timore che modifiche retroattive delle norme”. Se lo dice lui, che rappresenta chi ha goduto ampiamente del sistema dei contributi pubblici a pioggia e che lamenta l'assenza di un Piano energetico che fissi le priorità, c'è proprio da crederci.
E quando sarebbe comunque finito il contributo pubblico, cosa restava di quel territorio, delle produzioni agricole di qualità e del turismo? Siamo per il lavoro stabile e per regole certe, che possano valere ovunque".

 

Roberto Barocci

Forum Ambientalista Grosseto
 

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