Grosseto: “Le Unioni dei Comuni montani – rappresentano un reale strumento di governance locale, ringrazio gli amministratori dei 168 Comuni associati ad Uncem per aver creduto in questa scommessa e per l’impegno e il lavoro portato avanti con Uncem in questi anni di grande riforma istituzionale. Ora avanti con le politiche per la montagna”. E’ quanto afferma il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani sul ruolo importante delle 17 Unioni dei Comuni montani oggi esistenti in Toscana su 25 totali. “La Toscana è stata la prima regione ad attuare una legge di riforma istituzionale che ha prospettato un nuovo scenario per la gli enti montani. Abbiamo scommesso sul fatto che un “obbligo”, quello di mettere insieme le funzioni fondamentali, si potesse rivelare in una scommessa vincente per i territori montani, rappresentando un concreto passo in avanti nella direzione di un governo unitario del sistema dei servizi nei territori montani. Ciò, pur con le difficoltà relative agli ingenti tagli governativi previsti dalla spending review, ha consentito di non retrocedere di un millimetro nella qualità dei servizi erogati in montagna e reso i piccoli Comuni protagonisti. Siamo convinti del fatto che se si vuole davvero puntare sullo sviluppo del nostro paese non si può prescindere dalla montagna, un territorio ricco di risorse che è giusto siano valorizzate in quanto patrimonio collettivo a beneficio di tutti”.
“Le Unioni dei Comuni montani – ha aggiunto - esercitano tutte le funzioni per lo sviluppo, e di crescita del welfare locale, coniugandolo con l’impegno tradizionale nel settore forestazione, bonifica, agricoltura, difesa del suolo. È questa la strada giusta per una adeguata governance montana. Accanto all’impegno e lo sforzo dei Comuni per portare avanti questo processo, riteniamo necessario un forte rilancio della politica per la montagna da parte del Governo centrale. Ciò anche alla luce delle gravi difficoltà in cui versano in questa fase i servizi essenziali per le nostre comunità a causa dei continui tagli ai trasferimenti, acuiti dagli effetti dell’attuale grave crisi economico-occupazionale. L’ingresso dei Comuni nelle Unioni, rappresenta pertanto una straordinaria opportunità per gli enti comunali stessi.”

