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Patrizia Siveri: “Ecco chi ha bloccato la bonifica del Merse”

Intervento dell’assessore provinciale all’Ambiente

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GROSSETO - “La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto, insieme al Parco delle Colline Metallifere, bloccano la messa in sicurezza e la bonifica dell'area del Merse”.

Questo il commento di Patrizia Siveri, assessore provinciale all'Ambiente, subito dopo la sospensione della conferenza dei servizi decisoria che ieri – giovedì 26 giugno – si era riunita per dare il via libera al progetto di bonifica.

Nel gennaio 2013 la Provincia ha convocato la conferenza dei servizi istruttoria per l'approvazione del progetto presentato da Syndial Spa, società cui fa carico l'obbligo della bonifica del sito minerario in base all'accordo di programma sottoscritto tra la Regione Toscana, gli Enti territoriali interessati e la stessa Società. Tutti gli Enti hanno, allora, hanno espresso il proprio parere favorevole.

“Già in quell'occasione, però - spiega Siveri -, la Soprintendenza e il Parco espressero un parere parzialmente negativo sul progetto, valutando gli impianti metallurgici degli ex siti minerari presenti nella valle del Merse come testimonianze di interesse culturale. Si aprì allora in Regione un tavolo di confronto che intendeva superare le obiezioni sollevate, anche eventualmente rivedendo il progetto presentato da Syndial. Il tavolo tecnico si è riunito innumerevoli volte a Firenze per oltre un anno, ma ha visto la chiusura totale sia da parte del Parco sia da parte della Soprintendenza”.

“Proprio quando la Provincia di Grosseto convoca la Conferenza decisoria – continua l'assessore - la Soprintendenza comunica per iscritto di aver avviato il procedimento di Vic, verifica di interesse culturale dei siti. Ci chiediamo allora come mai questo procedimento non sia stato richiesto nel gennaio 2013 e quale sia la ragione di un tavolo tecnico che ha impegnato per mesi le Istituzioni interessate. Spiace dover costatare che la bonifica e la messa in sicurezza di un sito inquinato e inquinante, che ha ripercussioni anche sul bacino dell’Ombrone, e la salvaguardia dell'ambiente e della salute vengano rinviati sine die”.

“La conferenza di ieri doveva far propri gli aspetti di carattere ambientale e sanitario che rendono indispensabile la realizzazione del progetto di bonifica, anche se in contrasto con quanto segnalato dalla Soprintendenza – conclude Siveri -. Ma così non è stato: alla sospensione della conferenza è dunque seguita la decisione, condivisa da tutti i soggetti intervenuti, di rimettere la questione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri così come previsto dalla legge quando vi è un conflitto tra pareri d’ordine ambientale–sanitario e pareri d’ordine culturale”.

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