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Scarlino: l’opinione ambientalista sul monitoraggio del canale Solmine

Antonino Vella pone interrogativi sul progetto

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SCARLINO - Mentre il sistema di monitoraggio continuo del cosidetto “canale Solmine”, corso d’acqua emissario dell’area industriale scarlinese, a breve entrerà in funzione l’ambientalista Antonino Vella, già appartenente alla “Consulta del mare” comunale, esprime il suo parere sul progetto di controllo:

“ Dopo 4 anni dalla richiesta da parte di Arpat della dotazione del Canale Solmine di un controllo h24 della qualità delle acque reflue, apprendiamo che finalmente le aziende hanno presentato un piano per l'adeguamento del sistema di controlli.
Peccato però che ci siano diversi particolari che il nostro sindaco non mette in evidenza: in primis , si annuncia la presentazione di un piano di monitoraggio, che perciò ancora non è attivo, dando l'idea che con esso il canale venga messo in sicurezza.
L' Arpat di Grosseto, dopo l'ennesima ecatombe di pesci morti nel canale avvenuta il 04 Agosto 2013, nel disporre i controlli sull'accaduto, si accorse e denunciò il mancato adempimento da parte delle aziende della messa in atto degli impianti di controllo richiesti dopo la moria del Natale 2010 e  vennero prontamente richiamate all'ordine.
Il sindaco Stella, nel decantare il nuovo traguardo raggiunto, non manca di ricordarci che l'Arpat tiene costantemente sotto controllo e fornisce i dati sulla situazione del canale, dimenticando di ricordarci che questi controlli vengono eseguiti  solo 2 volte all'anno e che comunque, per ben tre anni l'Arpat era entrata nel sito industriale  e mai si era accorta della mancanza degli adeguamenti richiesti.
Ovviamente il sindaco precedente, Maurizio Bizzarri, si era sempre ben guardato dal controllare ( o far controllare ) che le richieste dell'Arpat fossero state rispettate; a lui bastava adeguarsi a ciò che l'Arpat dichiarava insieme alle Aziende coinvolte ( controllori e controllati ) e far finta di irritarsi quel tanto da non rimuovere lo status quo.
D'altronde , in conclusione di un mio precedente documento al riguardo ebbi a concludere dicendo " ......questo atteggiamento prefigura una futura riconoscenza........." e la storia  recente mi ha dato ragione.
Comunque, quella che viene presentata come una innovazione che terrà costantemente sotto controllo il canale, non servirà certamente ad evitare gli inquinamenti del Canale, le morie dei pesci nè tantomeno a risalire prontamente ai o al colpevole dell'eventuale incidente.
La mia proposta, che reitero dal 1996, è che ogni immissione nel canale deve essere monitorata in una serie di vasche prima dell'adduzione in modo tale che, in caso di improvvisa alterazione dei parametri chimico-fisici, si possano chiudere delle saracinesche, pompare l'acqua in uno scolmatore per dare tempo alle riparazioni, evitando così le morie dei pesci e, cosa molto più importante, l'eventuale contatto umano con materiali inquinanti.
Solo in questo modo si potrà risalire al colpevole e, nel caso di danni all'ambiente, alla salute, all'immagine ed all'economia del territorio, far pagare la relativa multa iniziando a segnare una casistica che da 60 anni non ha mai visto colpevoli, con l'assenso e/o l'ignavia dei sindaci che si sono susseguiti.
Mi auguro che l'attuale sindaco Marcello Stella voglia rompere veramente con un passato consenziente ed asservito alla causa industrialista mettendo in atto tutti gli accorgimenti possibili perchè le aziende della piana di Scarlino possano continuare la loro attività nel pieno rispetto delle leggi scritte e non scritte che mettano la salute dei cittadini , del territorio e dell'economia al primo posto”.

Antonino Vella

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