Olympia de Gouges parte civile nei procedimenti penali in cui sono vittime due donne

"La violenza sulle donne riguarda tutte noi"

| Categoria: Attualità
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GROSSETO - Ogni giorno le volontarie di Olympia de Gouges sono a lavoro con la loro rete di centri Antiviolenza per tutelare e offrire una prospettiva, una via d'uscita alle donne che subiscono violenza in provincia di Grosseto. Condividono decine di storie difficili ogni giorno in aumento. Per alzare la voce, richiamare l'attenzione e la vigilanza di tutti e rendere evidente che la violenza sulle donne non è un problema di singoli episodi, ma coinvolge tutta la comunità, è stato deciso di costituirsi parte civile in due processi attualmente in corso in provincia di Grosseto quello di Irina e quello di Mara (nome fittizio). Due vicende diverse, una conclusa con la morte e l'altra fortunatamente no, che rappresentano la realtà.

Nel 2013, infatti, molti episodi particolarmente cruenti hanno caratterizzato la cronaca locale e, in qualche modo, sono tutti simbolo del male scatenato sulle vite delle donne. Quante Irina, Francesca e Mara (nome fittizio) dovranno ancora subire una violenza assurda? La costituzione di parte civile da parte di Olympia de Gouges vuole essere una testimonianza collettiva che afferma la necessità di affrontare la violenza come comunità.
“L'iniziativa di Olympia de Gouges – afferma Emilio Bonifazi, presidente della Provincia di Grosseto – è da noi condivisa e sostenuta. Le iniziative contro tutte le violenze e in particolare quelle di genere sono da anni nei nostri programmi e Olympia, le sue straordinarie volontarie, sono per noi da portare ad esempio. Noi siamo insieme a loro e le accompagneremo anche nella battaglia legale che hanno giustamente intrapreso.”
“La costituzione di parte civile in due processi – interviene Sabrina Gaglianone, presidente di Olympia de Gouges – non è un atto episodico e spettacolare. E' un'azione coerente del nostro impegno. Noi tutte ci sentiamo coinvolte e vogliamo che tutta la popolazione ne sia consapevole. Anche questo è un modo per rendere importanti le vite di queste due donne e la vita di tante altre che molte volte in silenzio subiscono.”

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