GREY CAT 2013: 7 MODI un progetto di Stefano “Cocco” Cantini

Giovedì 22 agosto, ore 21.30 Follonica – Teatro Estivo le Ferriere

- Al: 22/08/2013, 00:00 | Categoria: Musica
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Stefano CoccoCantini (direzione e sax), Antonello Salis (fisarmonica e tastiere), Jerome Casalonga (voce), Francesco Petreni (batteria), Raffaele Tonielli (contrabbasso), Andrea Lagi (tromba), Valentina Toni (voce), Enrico Rustici (ottavatore), performance e danza coordinate da Cristina Riparbelli, consulenza generale Simona Rafanelli;

Da una idea di Stefano “Cocco” Cantini un concerto ispirato alla cultura mediterranea ed alle antiche civiltà, sulla base di originali rivisitazioni jazzistiche e con la partecipazione di validissimi musicisti.
Nella Grecia antica i modi venivano chiamati con suggestivi nomi a carattere etnico: Ionica o Ionia, Dorica, Frigia, Lidia, Misolidia, Aeolia o Eolia e Locria o Ipofrigia. Ad ognuno di essi viene associato un “colore musicale” e, specialmente nel jazz, questi modi fanno ancora parte del linguaggio musicale corrente. Il Jazz modale significa proprio questo: improvvisare usando un “modo”. Un concetto difficile da spiegare a parole, ma allo stesso tempo fondamentale nella storia della musica, che questo progetto cerca di trasmettere attraverso la elaborazione della musica popolare della Maremma, legata all'improvvisazione della poesia estemporanea.
Il jazz è per natura il più grande veicolo di trasmissione, insieme ad una parte musica classica, delle musiche popolari di tutto il mondo e dalle quali si è sempre fatto contaminare. Proprio da questo concetto nasce il progetto  “Sette MODI”.  Ogni brano verrà rielaborato in forma jazzistica, scegliendo per ognuno un “modo”. Sul palcoscenico una band composta da conosciuti musicisti toscani, supportati da musicisti provenienti da altre Regioni coinvolte nel  progetto Sonata di mare.
Nello spettacolo saranno presenti anche voci recitanti in poesia e canto, e scene di vita Etrusca.
Etrusca perché questi proprio questo popolo usava la musica in qualsiasi attività della vita quotidiana e probabilmente, come risulta da un importante lavoro che Stefano Cantini sta portando avanti con l'archeologa e direttrice del museo di Vetulonia la Dr.ssa Simona Rafanelli, i MODI venivano scelti a seconda che si trattasse di scene di cucina, di sport, di morte o di guerra, creando così atmosfere completamente diverse anche se suonate con strumenti semplici di cui erano dotati i popoli nel mondo antico.

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