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Legambiente: "Ripulire al più presto il parco giochi di via Podgora risolvendo il problema degli storni"

Uscita di sicurezza e Legambiente stanno per intraprendere un percorso di cura di quel parco con la supervisione e la collaborazione dell’amministrazione comunale

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GROSSETO - l parco giochi di via Podgora è stato in questi giorni letteralmente invaso dal guano degli storni che lo ha reso infrequentabile con relative problematiche sia di natura sanitaria che di vivibilità dell’area. Legambiente, grazie alla collaborazione della scuola elementare di via Monte bianco, si era attivata e continuerà a farlo per rendere questo parco giochi pulito e vivibile. Proprio per questo è stato proposto all’amministrazione comunale, dall’associazione del Cigno e dalla cooperativa Uscita di sicurezza, un percorso specifico di cura del parco di via Podgora attraverso una serie d’interventi, come ad esempio pulizia e piantumazione di essenze per rendere l’area più bella e accogliente.


“Teniamo molto alla cura del parco di via Podgora, così come agli altri parchi cittadini, e chiediamo a tal proposito al Comune di Grosseto – afferma Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente -di provvedere al più presto alla pulizia dal guano per rendere il parco fruibile e nello stesso tempo di attivarsi per arginare con una serie di azioni la problematica relativa agli storni. La presenza di storni a Grosseto  è legata essenzialmente a fenomeni di natura diversa. Una parte di storni costituisce una piccola popolazione stanziale presente in Maremma, mentre un’altra parte più consistente è legata alla dimensione migratoria aumentata a dismisura. Anche i cambiamenti climatici determinano variazioni consistenti nelle abitudini e negli spostamenti di questa specie. Occorre intervenire con metodi non cruenti per allontanare questi uccelli dalle aree cittadine, come del resto è stato già fatto lo scorso anno. In particolare occorre usare dei dissuasori acustici e utilizzare rapaci per allontanare gli storni con l’obiettivo di facilitare il loro trasferimento al di fuori delle aree urbane”.

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