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Massa Marittima: i chiarimenti del sindaco Marcello Giuntini in merito ad A.ma.tur.

L'intervento del primo cittadino sul consorzio di promozione

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MASSA MARITTIMA - “A Massa Marittima l’informazione, la promozione e l’organizzazione dei servizi di accoglienza turistica possono ancora essere gestiti da un consorzio misto pubblico-privato, riorganizzato nel migliore dei modi o no?”. E’ questa la prima domanda da porsi secondo il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini che ricorda funzioni, situazione economica e possibili alternative relative al consorzio di promozione turistica A.ma.tur. e spiega quali sono le scelte che soci privati ed istituzioni saranno chiamati a fare nelle prossime settimane. “A.ma.tur.- spiega Giuntini- è una società consortile mista a maggioranza privata, che svolge alcuni servizi di rilevanza pubblica tra cui l’informazione turistica e l’organizzazione di eventi di rilievo come il Toscana Foto Festival, è per tali funzioni che viene sostenuto, in parte, dal Comune. Come tutti i consorzi turistici ha delle spese elevate, perché i servizi che svolge costano ed hanno un

ritorno economico diffuso, che non genera consistenti introiti direttamente alle casse della struttura. Per questo l’Unione Europea mette a disposizione fondi appositamente dedicati a questi servizi”. Come tutti i consorzi turistici A.ma.tur. risente delle difficoltà degli ultimi anni, specialmente nell’attuale momento che segna la  fine del settennato di programmazione europea, periodo in cui vengono a mancare bandi cui aderire per il reperimento di risorse, in un contesto del genere non deve meravigliare se la qualità dei servizi offerti ne ha risentito, specie se si tiene conto che negli ultimi anni in Toscana hanno chiuso circa il 70-l’80% delle strutture analoghe. “Siamo di fronte a due scelte strategiche distinte - prosegue il sindaco- la prima vede una separazione netta dei compiti fra pubblico e privato, la seconda, che riflette lo spirito con cui A.ma.tur.  è nata, ricerca una forte sinergia fra operatori e amministrazioni; io
credo che questa logica, specie in una situazione di crisi economica come l’attuale sia ancora molto valida ma deve essere una scelta fortemente condivisa dagli operatori: per quanto mi riguarda non intendo fare forzature. Dovremo, insieme, interrogarci su alcune domande fondamentali: pensiamo che A.ma.tur. sia ancora lo strumento giusto per fare promozione turistica sul territorio? Vogliamo riorganizzarlo e lavorare per migliorarne i servizi? Oppure è opportuno affidarsi ad una nuova struttura interamente privata, come avviene nella maggior parte delle realtà toscane ed italiane? Il nostro sistema imprenditoriale locale è pronto per affrontare questa sfida da solo o ritiene che sia indispensabile la condivisione e la collaborazione con l’amministrazione pubblica?
Questa amministrazione non ha intenzione di far galleggiare il consorzio, si deve quindi solo deciderne le sorti, in sede di assemblea. Se il sistema imprenditoriale di Massa Marittima ritiene di potersi organizzare in tempi brevi per affrontare tale sfida, il Comune si limiterà ad occuparsi dell’informazione turistica del territorio che è un compito istituzionale e poiché l’ente pubblico non è un soggetto beneficiario per questa tipologia di fondi europei, sarà compito dei privati partecipare ai bandi comunitari, utili per reperire le risorse appositamente dedicate.
Rispetto alle cifre riportate a mezzo stampa dalla lista civica Massa Comune, mi sembra che si faccia un po’ di confusione tra i flussi finanziari ed il conto economico. A.ma.tur. chiude il 2013 con un sostanziale pareggio, anzi un piccolo attivo; riguardo alla cifra dei 50.000 Euro di trasferimenti dal Comune ad A.ma.tur., che Massa Comune sbandiera scandalizzata, ci dicano i consiglieri di opposizione quanto pensano possa costare in un paese come Massa Marittima la gestione dell’ ufficio turistico e l’organizzazione di un evento come il Toscana Foto Festival? Visto che a sentire Massa Comune sembra di riascoltare Bartali con il suo famoso ritornello <<è tutto sbagliato, è tutto da rifare>>, ci dicano come vorrebbero riorganizzare l’ufficio ed i servizi turistici? E quanto pensano questo possa costare? Chi lo debba pagare? Con quali strumenti intendono intercettare le risorse europee in fase di programmazione per il prossimo settennato?
Vorrei concludere confermando che il Comune non intende fare forzature nei confronti dagli operatori ma vorrei dire anche che, se decideremo che la logica del consorzio misto pubblico privato è ancora valida, ci dovremo rendere conto che per rilanciare i servizi, migliorarli ed incrementare velocemente i risultati, ci sarà bisogno della guida di figure tecniche, di professionisti esperti che ricoprano le cariche di direttore o di amministratore delegato, il cui compenso debba essere legato al raggiungimento di determinati risultati. Questa è l’idea che vorrei sottoporre all’assemblea dei soci, così come credo che la presidenza di A.ma.tur. debba essere espressione della parte privata; relativamente ai nomi trapelati nei giorni scorsi sulla stampa, chiarisco che sono nominativi con un alto valore professionale, ma che al momento ogni ipotesi è assolutamente prematura, proprio perché dovrà essere l’assemblea nel suo insieme a condividere una
decisione in merito”.

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