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Autostrade: il punto della situazione sulla Grosseto - Fano

L'analisi di Arpat

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GROSSETO - L’opera E78 –S.G.C. Grosseto – Fano costituisce un collegamento tra i corridoi longitudinali tirrenico ed adriatico, ha origine sulla Via Aurelia all’altezza di Grosseto e termina sull’Autostrada Adriatica A14, in corrispondenza del casello di Fano, nelle Marche. L'opera, definita strategica e di preminente interesse nazionale, ha ricevuto un giudizio di compatibilità ambientale positivo con prescrizioni dal MATTM (DEC/VIA n.1465/1993). Il progetto definitivo dei diversi lotti è stato successivamente approvato e finanziato dal CIPE. La lunghezza complessiva del collegamento è di circa 270 km, il progetto prevede nel complesso la realizzazione di nuovi tratti ed adeguamenti di tratti stradali, allo stato attuale risultano ultimati ed in esercizio 127 km.

Tratta Grosseto – Siena
Attualmente sono terminati ed in esercizio i Lotti 1, 2, 3, 10, 11, i lotti 4 e 9 risultano in fase di progettazione ed approvazione. mentre è in corso di realizzazione il così detto Maxilotto -lotti 5, 6, 7, e 8, ricadenti nei comuni di Monticiano (SI) e Civitella Paganico (GR), per il quale è previsto l'adeguamento a 4 corsie della S.S. 223 di Paganico.

Maxilotto
Il progetto definitivo di questi lotti è stato approvato con Delibera CIPE n. 78/2007. In corso d'opera sono state presentate alcune varianti progettuali dell'opera, sottoposte a verifica ai sensi dell'art. 169 D.Lgs. 163/06 (codice appalti), relativamente alla modifica di alcune varianti progettuali, quali la variante viadotto Farma (DVA 3595/2013), la realizzazione di muri in terra rinforzata in luogo delle scarpate, l'individuazione di nuove aree di stoccaggio non previste nel progetto approvato e la modifica di alcuni viadotti minori.

Caratteristiche dell'opera
Lunghezza: 11+560 km
Tratto Lanzo – Ornate - dal km 30+040 al km 41+600 Comuni Civitella Paganico (GR) e Monticiano (SI).
Per la realizzazione della tratta sono stati installati i seguenti cantieri:

C.O.01 Cantiere Base presso il nuovo svincolo di Lanzo;
C.O.02 Cantiere Operativo Poggio Tericcio;
C.O.03 Cantiere Operativo Casal di Pari Sud;
C.O.04 Cantiere Operativo Logistico;
C.O.05 Cantiere Operativo Casal di Pari Nord;
C.O.06 Cantiere Operativo Farma;
C.O.05 Cantiere Operativo Logistico Potatine.
Opere principali

4 svincoli: Lanzo, Casal di Pari, Pari e Palazzo Lama
6 viadotti: Rilucia I, Rilucia II, Farma (lungo circa 800 metri), Monti, Impostine, Potatine
3 gallerie naturali: Poggio terriccio, Casal di Pari, Greppoli;
7 gallerie artificiali.
Piano di Monitoraggio
L'opera è sottoposta a monitoraggio ante, corso e post opera per le matrici atmosfera, acque superficiali e sotterranee, suolo, rumore, flora fauna ed ecosistemi, oltre alla geomorfologia, paesaggio e stato fisico dei luoghi. Il Piano di Monitoraggio è consultabile presso il sito di ANAS.
I risultati del monitoraggio sono periodicamente trasmessi al MATTM per le necessarie verifiche.

Piano di Utilizzo Terre
I materiali di scavo derivanti dalla realizzazione dell'opera sono reimpiegati nell'opera stessa come sottoprodotto secondo le disposizioni indicate nel Piano di Utilizzo Terre (PUT) predisposto dal proponente ed approvato con determina DVA 2014-10073 del MATTM.
Nell'ambito del PUT in seguito alle anomalie riscontrate per i parametri antimonio ed arsenico nell'area compresa fra la galleria di Casal di Pari e lo svincolo le Potatine, anomalie presumibilmente di origine naturale, è stato predisposto un Piano di Accertamento per tali parametri (ai sensi dell'art.5 comma 4 del DM 161/12). I valori riscontrati di arsenico ed antimonio, superiori ai limiti per i suoli riportati nella colonna B (Allegato 5 del D.Lgs. 152/06) ne rendevano impossibile il riutilizzo come sottoprodotto se non previo l'accertamento della naturalità della contaminazione e la definizione delle aree caratterizzate da tale anomalia, in cui sarà possibile reimpiegare tale materiale. Il Piano di accertamento ha definito i valori di fondo naturali da applicare come limite per tali parametri in quelle aree.

Piano di Utilizzo Terre
I materiali di scavo derivanti dalla realizzazione dell'opera sono reimpiegati nell'opera stessa come sottoprodotto secondo le disposizioni indicate nel Piano di Utilizzo Terre (PUT) predisposto dal proponente ed approvato con determina DVA 2014-10073 del MATTM.
Nell'ambito del PUT in seguito alle anomalie riscontrate per i parametri antimonio ed arsenico nell'area compresa fra la galleria di Casal di Pari e lo svincolo le Potatine, anomalie presumibilmente di origine naturale, è stato predisposto un Piano di Accertamento per tali parametri (ai sensi dell'art.5 comma 4 del DM 161/12). I valori riscontrati di arsenico ed antimonio, superiori ai limiti per i suoli riportati nella colonna B (Allegato 5 del D.Lgs. 152/06) ne rendevano impossibile il riutilizzo come sottoprodotto se non previo l'accertamento della naturalità della contaminazione e la definizione delle aree caratterizzate da tale anomalia, in cui sarà possibile reimpiegare tale materiale. Il Piano di accertamento ha definito i valori di fondo naturali da applicare come limite per tali parametri in quelle aree.

Controlli di ARPAT
Nell'ambito dei sopralluoghi effettuati nell'ultimo periodo dai tecnici di prevenzione ambientale sono stati condotti controlli sugli scarichi idrici (previsti dall'art. 128 del D.Lgs. 152/06) verificando la conformità alle autorizzazioni rilasciate ed alle eventuali prescrizioni; in particolare si è posta attenzione alla gestione dell'impianto di betonaggio ed allo smaltimento e trattamento delle acque meteoriche dilavanti i piazzali di lavorazione prima della loro restituzione ai corpi recettori. In un caso sono state riscontrate irregolarità nell'autorizzazione allo scarico (mancata realizzazione della vasca di trattamento acque meteoriche dilavanti prevista dall'autorizzazione) che hanno comportato l'emanazione di una diffida da parte della Provincia di Siena. Controlli successivi hanno dimostrato la messa a norma dell'impianto effettuata dalla Ditta appaltante (Nuovo Frama).

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