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Stabilizzazione del personale, il commento di Acquedotto del Fiora

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GROSSETO - "La stabilizzazione di 28 persone approvata, all'unanimità, nel corso dell'ultima seduta del Consiglio di Amministrazione di Acquedotto del Fiora - commenta il responsabile delle Risorse Umane dell'azienda Maria Grazia Costa -  produce buona e stabile occupazione, rafforza la struttura aziendale per dare un servizio ancora migliore ai cittadini e per affrontare con maggiore coesione le nuove e immediate sfide che ci stanno di fronte."

"In un quadro in cui l'Unione Europea, con il "piano Juncker", il governo nazionale e la Regione Toscana puntano alle infrastrutture per la ripresa e la crescita - dice il presidente Tiberio Tiberi - già nei passati anni di crisi le utilities italiane operanti nel settore idrico e ambientale e soprattutto la nostra azienda hanno fornito un contributo importante per l'economia del territorio attraverso gli investimenti realizzati (circa 100 euro annui pro capite, quattro volte più della media nazionale e quasi il doppio di quella toscana). Oggi tali aziende si candidano ad essere motore della ripresa economica puntando alla realizzazione di infrastrutture moderne ed efficienti, per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini e la competitività del paese Italia nell'era della  globalizzazione". "In tale contesto - prosegue il presidente Tiberi – assume un significato particolare la scelta della stabilizzazione dei nostri precari, anche grazie alle opportunità offerte dalla legge di stabilità 2015, confermando ancora una volta il nostro ruolo per lo sviluppo economico-sociale e la qualità del territorio in cui operiamo."

"Infatti, è fondamentale un team "di qualità" per offrire servizi sempre migliori ai cittadini e per continuare a sostenere la grande mole di investimenti che Acquedotto del Fiora in questi anni sta realizzando - sottolinea l'amministratore dell'azienda Aldo Stracqualursi – in un territorio reso ancora più fragile dal forte dissesto idrogeologico che, negli ultimi mesi, ha incrementato la frequenza delle frane e che richiederebbe molti più investimenti di quanti possono essere sostenuti dalla tariffa".

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