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Comune di Grosseto, Slow Food e scuole insieme per riscoprire la cultura del cibo e l'amore per l'ambiente

Vicesindaco Borghi: “Occasione per tramandare il sapere per la salute degli uomini e delle donne del futuro e per la cultura enogastronomica”

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GROSSETO - L'11 novembre Slow Food festeggia gli “Orti in condotta” a livello nazionale, nel giorno della festa di San Martino, data tradizionalmente dedicata alla messa a riposo dei campi. Un progetto triennale particolarmente diffuso e che conta in Italia 435 orti e più di 100 condotte coinvolte.

Ogni anno il progetto “Orto in Condotta” ha un tema attorno al quale ruotano le attività portate avanti dalle scuole, nei campi e in aula. Quest’anno è stato scelto quello legato al miele e alle api. Tale progetto è stato finanziato dal Comune di Grosseto che consegnerà 20 kit (contenenti tovagliette con parametri di gusto, confezione di miele di qualità e un cruciverba a tema) alle ben 20 classi coinvolte dalla scuola elementare Pascoli in piazza Rosselli e dalla scuola Media Vico in viale Uranio. L'iniziativa rappresenta uno strumento didattico per conoscere il territorio, i suoi prodotti e le sue ricette ma anche un'occasione per incontrare esperti artigiani, produttori e chef della comunità locale. “Un'occasione per tramandare il sapere in favore degli uomini e delle donne del futuro – ha spiegato il vicesindaco Paolo Borghi – perché ne va della nostra stessa salute, oltre che della nostra cultura enogastronomica. Slow Food svolge un ruolo prezioso di educaziione alimentare e, come Amministrazione, abbiamo il dovere di essere al suo fianco”.
“Portiamo avanti un'idea diversa di alimentazione – ha aggiunto l'assessore al Turismo e allo Sviluppo rurale, Luca Ceccarelli – perché uno dei compiti di chi ha a cuore la salute dei cittadini è proprio quello di saper proporre un modello educativo che riaprta dalla qualità del cibo e dall'educazione al consumo”.
Con la partecipazione attiva delle insegnanti, si parlerà dell’importanza delle api e si desgusterà il miele; il tutto con la supervisione di apicoltori esperti. Studenti, insegnanti, genitori, nonni e produttori locali sono quindi i protagonisti del progetto; in particolare gli adulti e gli anziani costituiscono la comunità dell'apprendimento per la trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell'ambiente. Tutti questi soggetti hanno la possibilità di fare rete e di scambiarsi idee e esperienze; anche a distanza, grazie alla piattaforma virtuale “Grow the Planet” (il social network dedicato a chi ama il cibo buono e sano, a chi ha l'orto o a chi semplicemente vuole imparare a coltivarlo).

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