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Furto di carte di credito e assegni: arrestato cittadino bielorusso a Grosseto

Decisivo l'intervento della Polizia

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GROSSETO - Nella mattinata del 20 Novembre 2015, personale della Polizia di Stato - Squadra Mobile della Questura di Grosseto interveniva in Via De’ Barberi, perché un uomo del 1964 aveva denunciato al servizio “113” di essere stato vittima,  poco prima, presso il parcheggio del centro commerciale “Le Palme”, del furto del proprio portafoglio contenente carte di credito ed assegni.

Veniva quindi accertato che l’ignoto ladro, con la carta di credito rubata, oltre ad aver posto in essere un tentativo di pagamento, stava compiendo ulteriori operazioni: in particolare, il sistema sms-alert della banca depositaria del conto corrente stava inviando ripetuti messaggi inerenti tentativi di prelevamento effettuati, uno dopo l’altro, presso vari sportelli bancomat di altre banche presenti in città.

L’attività investigativa consentiva, in poco tempo, di rintracciare una persona che stava tentando di incassare, presso uno sportello bancario, uno degli assegni segnalati dalla vittima come derubati.

Il fermato veniva quindi  sottoposto a perquisizione personale, durante la quale gli veniva rivenuto indosso una carta bancomat, un assegno, un foglio formato A4 sul quale erano riportati i codici PIN e PUK della carta  bancomat. Sul posto veniva anche effettuata una ricerca nei pressi di un cespuglio in prossimità di un cancello della banca, dove era stata notata poco prima la persona: lì veniva rinvenuto un portafoglio da uomo in pelle di colore nero, contenente al suo interno cinque carnet di assegni, una carta d’identità, una patente ed una tessera sanitaria,  una carta di credito, foglietti ed altri effetti personali riconducibili alla vittima; il tutto veniva riconsegnato al derubato in sede di denuncia.

In base a quanto appurato veniva tratto in arresto per furto e per utilizzo illecito di carte abilitate al prelievo di denaro contante e/o all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi C.A., nato in Bielorussia nel 1987. Lo stesso, giudicato con rito direttissimo, veniva condannato alla pena di anni 1 e mesi 4 di reclusione ed euro 240,00 di multa, permanendo agli arresti domiciliari.

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