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Agromafie, Monica Faenzi: "Rafforzare le misure di contrasto"

Anche Massimo Parisi (Gruppo Alleanza liberalpopolare alla Camera) si esprime sulla vicenda

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GROSSETO - Dal quarto rapporto Agromafie elaborato dalla Coldiretti, l’Eurispes e l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, emerge un quadro inquietante, sotto il profilo della dimensione del fenomeno legato all’ampia illegalità nel settore. Così in una nota Monica Faenzi e Massimo Parisi, deputati del Gruppo Alleanza liberalpopolare alla Camera, che hanno presentato un’interrogazione ai Ministri delle politiche agricole e della giustizia, affinché si rafforzino le misure di contrasto, sia per il controllo e la sicurezza degli alimenti contraffatti, che gli interventi di carattere penale, con nuove fattispecie di reati in materia. Per quanto ci sia una lodevole attenzione del Governo e del Ministro Martina, nella lotta contro le frodi agroalimentari, sostengono i deputati toscani, occorre insistere in questa direzione, velocizzando ad esempio, le procedure per l’utilizzo dei terreni confiscati. In Toscana, continuano Faenzi e Parisi, secondo il rapporto Agromafie, risultano 170 immobili confiscati e 28 aziende sequestrate alla criminalità organizzata, i cui tempi legati al processo di sequestro, confisca e destinazione dei beni di provenienza mafiosa, si presentano lunghi e confusi, determinando gravi danni economici, per il mancato utilizzo dei beni sequestrati. Per questo, concludono i deputati di Ala, oltre a potenziare il sistema dei controlli, peraltro all’avanguardia in Italia, occorre una riforma penale, con norme efficaci e immediate, in grado di contrastare i fenomeni criminali delle agromafie, che giorno dopo giorno, penalizzano il sistema industriale sano italiano, ed una perdita progressiva di competitività dei prodotti agroalimentari del made in Italy.

   

 

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